Pages Menu
TwitterFacebook
Categorie

Postato by on 25 Nov, 2015 in Il Punto, Prima Pagina | 0 Commenti

L’amore non uccide

L’amore non uccide

La violenza qualunque essa sia e su qualsiasi essere vivente si consumi  andrebbe combattuta ogni giorno e con azioni concrete. Una volta erano le mimose, oggi, in una stagione diversa non sono i fiori gialli a ricordarci dei passi indietro fatti da questo paese.  Ora ci si nasconde dietro la fotina delle scarpe rosse per ricordare al mondo che le donne non si picchiano . Per un giorno si sprecheranno fiumi di inchiostro, si racconteranno storie di donne massacrate che non ce l’hanno fatta e di donne che si sono riscattate. Le anime belle saranno tutte in prima fila ognuna con il suo pensiero gentile.   Per poi dimenticarsene domani pronti a celebrare un’altra giornata. Mentre il paese arretra sul terreno dei diritti, mentre le conquiste sociali fatte negli anni settanta sembrano un lontano ricordo. L’indignazione da salotto ha stancato. Come ha stancato  la visione mondo diviso tra buoni e cattivi. A cosa servono le giornate con le scarpette rosse se i dati parlano di un fenomeno in aumento? A cosa servono le scarpette rosse se un recente sondaggio evidenzia che per tanti giovani la violenza domestica sulle donne è un fatto privato?  A cosa servono le scarpette rosse se in tante realtà i centri per contrastare la violenza vengono chiusi per non essere più riaperti? A cosa servono le scarpette rosse se per “denunciare un marito violento” ci si sente rispondere che senza un referto medico che accerti le botte subite non serve quasi a nulla. Storie che ho sentito e scritto. Racconti fatti da donne che frequentavano luoghi poi sottratti alla collettività per mancanza di fondi.  A cosa servono le scarpette rosse se nei ruoli di comando una volta elette molte donne non riescono neppure a immaginarla una politica più attenta ai bisogni della società, limitandosi a fare le marionette nelle mani dei loro pupari.  Ecco io vorrei che, ogni giorno, per trecentosessantacinque giorni all’anno, con le scarpe rosse o con gli stivali, con le scarpe da ginnastica o con i sandali tutte e tutti ci impegnassimo a combattere per dei diritti fondamentali che ancora vengono negati.  La molla per dire basta alla violenza deve partire da se stessi ma fuori c’è bisogno di un mondo che possa accogliere offrendo tutto ciò che, ora, nonostante leggi e tutele per molte è solo un miraggio. La violenza non sarà per sempre solo se invece di celebrare e sciorinare dati ognuno sarà in grado di offrire una vita diversa. E allora le scarpe rosse si potranno indossare magari per andare ad una festa o per fare la spesa senza paura e essendo rispettate.

Angela Longobardi

 

 

Twitter
Facebook
Google+
http://www.larticolonline.it/351-2/

Inserisci un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *