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Postato by on 8 Apr, 2016 in Quarta pagina | 0 Commenti

A Napoli non si vende il libro del figlio del boss Riina

A Napoli non si vende il libro del figlio del boss Riina

In questa libreria non troverete il libro di Salvatore Riina”. Queste le parole scritte su un foglio affisso alla vetrina della libreria Pisanti, una delle più importanti e frequentate di Napoli, a ridosso dell’Università Federico II di Napoli.

A darne notizia il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, nel corso de La radiazza di Gianni Simioli.

“Ci complimentiamo con Pisanti che ha accolto con favore il nostro invito e ci auguriamo che anche altri librai prendano la stessa decisione perché è assurdo dare tanta visibilità al figlio di un boss sanguinario, soprattutto perché non ha preso le distanze dal padre e tende a darne un’immagine edulcorata, da mulino bianco, che fa a pugni con la realtà fatta di omicidi e stragi” hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali “intervistare il figlio di Riina è stato un errore gravissimo commesso da Vespa che non ha mai ospitato nel suo salotto i figli e i genitori delle tante vittime della camorra e della mafia per promuovere i loro libri”.

“Decidere di non vendere il libro di Riina è stato naturale per noi che, da sempre, cerchiamo di portare avanti una lettura di qualità e non rincorriamo operazioni commerciali che, in questo caso, sono davvero fuori luogo e inaccettabili” ha precisato Amedeo Pisanti per il quale “i piccoli editori che vogliono crescere non devono puntare su queste operazioni, ma puntare alla qualità”

Lo stesso Pisanti ha poi duramente criticato Vespa per aver ospitato Riina, soprattutto perché ha ricordato che, in qualità di presidente nazionale dell’associazione dei librai, aveva chiesto al giornalista di dedicare una o più puntate ai libri, ricevendo però un rifiuto “perché avrebbe avuto un calo dell’audience” come ha ricordato Pisanti.

“Evidentemente a Vespa fa piacere invitare i boss piuttosto che creare cultura parlando di libri di qualità” hanno concluso Borrelli e Simioli.

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