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Postato by on 26 Apr, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Addio al cigno delle Terme di Stabia

Addio al cigno delle Terme di Stabia

Era dicembre quando è volato in cielo l’ultimo simbolo di quelle che furono le Terme di Stabia , ma la notizia della morte del cigno si è saputa in città soltanto nelle ultime ore. Sul profilo social il responsabile di  Sos Stabia – Ricomincio da Tre scrive ” Avevo promesso ad un amica che avrei rispettato un periodo di silenzio sull’accaduto.  Le persone vicine al cigno, a differenza di chi amministrava la città , nutrivano un forte affetto per l’anima candida. So per certo che il cigno non c’è più, è dalla metà di Dicembre che è volato definitivamente in cielo. Non conosciamo cosa sia il rispetto per le persone, figuriamoci per gli animali. Riposa in pace” . Una notizia che è un nuovo colpo al cuore per chi le Terme di Stabia le ha amate e vissute ed ora si sente orfano di un luogo che la mala politica ha sottratto alla città. Fa male la notizia della morte del cigno , simbolo delle Terme. Fa male vedere le immagini messe in rete dal Free Press Indipendente Outside, entrato  nelle Terme di Stabia , per documentare lo stato di devastazione e abbandono . Una struttura stupenda e un parco vittime del degrado e della cattiva gestione. In cinquant’anni di vita le Terme di Stabia non hanno mai vissuto un periodo così drammatico. “Il parco mal tenuto è “la rappresentazione plastica dell’agonia dell’intera struttura” con queste parole gli animatori del gruppo “Preoccupy Terme di Stabia” hanno bollato tempo addietro le condizioni in cui è stato lasciato l’ampio spazio verde. Del parco idropinico che permetteva di praticare l’idroterapia, ossia bere il tipo di acqua consigliata per la cura di specifiche patologie, passeggiando nel verde vi è solo un ricordo. Come un ricordo sbiadito nel tempo è la sala dove erano presenti la maggior parte delle acque stabiesi. In quel luogo che , per tanti è parte della propria storia, della propria infanzia, dei pomeriggi passati a giocare, delle corse spensierate tra gli aghi dei maestosi pini , fino a pochi mesi fa viveva uno dei cigni simbolo dell’omonimo laghetto. Un bellissimo esemplare rimasto solo dopo la morte, qualche anno fa della compagna. Del meraviglioso uccello acquatico rimasto a custodire, come in un favola un luogo dove sembra essere stato fatto un maleficio, si sono presi cura ogni giorno degli ex dipendenti delle terme che a proprie spese provvedevano al nutrimento dell’animale. Senza il buon cuore di queste persone il cigno , amico dei bambini che si fermavano a giocarci , nelle giornate d’estate lontano dai banchi di scuola, sarebbe morto molto prima. Di quello splendido esemplare immolato sull’altare del fallimento resterà un ricordo indelebile di generazioni di bambini che lo hanno ammirato o che come solo i bambini sanno fare hanno diviso con lui la merenda sentendo quella felicità nel cuore che solo gli esseri puri sanno provare e donare.

Angela Longobardi

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