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Postato by on 17 Set, 2016 in Qui Castellammare | 0 Commenti

“Antiche Terme di Stabia: valutare offerte di gestione. Creiamo ricchezza e occupazione”

“Antiche Terme di Stabia: valutare offerte di gestione. Creiamo ricchezza e occupazione”

Antiche Terme di Stabia: valutare offerte di gestione. Creiamo ricchezza e occupazione”

“Riapertura lodevole ma ‘a scadenza’. L’amministrazione comunale tolga le proposte dal cassetto e le porti in assise per una discussione”

“La riapertura delle Antiche Terme di Stabia rappresenta un’iniziativa lodevole ma ‘a scadenza’, che impiega solo alcuni ex lavoratori della società partecipata fallita. A questo punto chiediamo all’amministrazione comunale di riportare in auge eventuali proposte per la gestione del complesso avanzate da privati, di portarle in consiglio comunale e di prenderle seriamente in considerazione. Parliamo nello specifico del project financing presentato in tempi non sospetti dall’associazione temporanea di imprenditori ‘Ars Nova’. Crediamo che solo in questo modo lo storico stabilimento potrà tornare a funzionare al cento per cento e creare forza lavoro”. Così Gaetano Cimmino, leader dell’opposizione di centrodestra nel consiglio comunale di Castellammare di Stabia.

cimmino

“Ars Nova mise sul tavolo tre milioni di euro e possibilità di interventi di riqualificazione, oltre alla sola gestione. I tempi tecnici ci sarebbero, ma partendo adesso – ha continuato Cimmino – con la discussione e quindi con l’avviso pubblico e poi l’assegnazione, saremmo pronti per fine 2016, inizio 2017. Non si possono tenere quei progetti in un cassetto. Nell’offerta, ovviamente, andrebbero inserite clausole di salvaguardia per la tutela dello stabilimento e per i lavoratori termali licenziati nel 2015 dopo il fallimento della municipalizzata ‘Terme di Stabia’. Le Nuove Terme di Stabia, invece, vergognosamente murate, necessitano di tempi più lunghi ma va attivato quanto prima un processo di privatizzazione per creare un polo sanitario, congressuale e alberghiero di alto profilo. Ovviamente i due complessi non devono ‘cannibalizzarsi’ come accaduto in passato ma offrire servizi sinergici per turisti e avventori. Il parco idropinico merita una nuova vita”.

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