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Postato by on 16 Ago, 2017 in Bar dello Sport, Prima Pagina | 0 Commenti

Il calcio è in crisi ma questa è la Lega Pro dei fallimenti.

Il calcio è in crisi ma questa è la Lega Pro dei fallimenti.

Il calcio è in crisi ma questa è la Lega Pro dei fallimenti.

di Jacopo Petruccione

Ogni estate, nel calcio italiano, assistiamo semprealla stessa situazione: squadre vicine al fallimento con problemi finanziari, indagini di calcio scommesse, mancate iscrizioni, penalizzazioni e quant’altro.
Purtroppo il costante verificarsi di queste problematiche ci porta a pensare che sia il sistema, che ha sostituito la vecchia serie C, ad avere delle falle che, nel tempo, danno sempre più effetti devastanti, non solo sotto il profilo sportivo.
Basta pensare che, negli ultimi cinque campionati, abbiamo dovuto assistere a fallimenti di club di piazze come Venezia, Siena, Ancona, Grosseto, Como, Latina, Messina, Mantova e tante altre.
Il numero delle società fallite in questi primi anni è divenuto esagerato, con il colmo raggiunto quest’anno.
Assurdo se si considera che obiettivo dellaLega Pro Unica era quello di frenare l’ondata di fallimenti, ma che già aveva provocato un taglio significativo di 30 squadre (da 90 a 60).
Questo testimonia e mette a nudo le lacune di un sistema che, nonostante mille progetti annunciati per far fronte a questa situazione, probabilmente non è in grado di garantire molto.
Neanche la previsione di un canale streaming, Sportube.tv, ha aiutato, in quanto i diritti di visione consegnano ai club cifre troppo basse, con la conseguenza della beffa oltre il danno degli stadi sempre più vuoti.
Per sostenere un campionato ci vogliono almeno 3 milioni di euro, mentre i contributi della Lega si fermano a 500-600 mila euro, con la conseguenza che i club perdono in media 1,2 milioni di euro l’anno, considerando le mortificanti possibili entrate.
A questi problemi, si aggiunge l’assurdo metodo dei ripescaggi, con la tassa a fondo perduto da 500mila euro e i parametri stringenti e, soprattutto, che cambiano di anno in anno quasi.
Il risultato più mortificante è assistere a situazioni, nelle quali i club avrebbero i requisiti ma non hanno la forza economica per sostenere tale ulteriore costo.
Altre problematiche sorgono per le squadre che sono retrocesse dalla Serie B, in quanto il tanto decantato “paracadute” è irrisorio: lo dimostrano proprio i casi di Latina e Como ed i precedenti di Lanciano, Varese e Padova.
Tutto ciò ha portato, talvolta, ad altre conseguenze “pericolose” come il calcio scommesse, che ha portato a varie indagini e molto meno sentenze, pur incidendo notevolmente sui campionati in corso (il Savoia due anni fa, già fallito, ebbe una decisiva penalizzazione per la retrocessione all’ultima giornata).
L’organo di vigilanza contabile delle società, la Co.Vi.Soc., sembra “uscire alla ribalta” sempre in estate, quando vari e seri controlli potrebbero esser fatti molto prima.
Ad oggi, le squadre partecipanti al campionato di terza serie dovrebbero essere incredibilmente 57, disattendendo la “grande serie C” annunciata da Gravina nel gennaio scorso.
Prima il ripescaggio del Rende, il caos nella composizione dei gironi passati da 20 squadre nel girone A,18 nel B e 18 nel C a 19 club ciascuno, poi la penalizzazione di una società già per il prossimo campionato (il Matera), per finire con la comunicazione delle sole prime tre giornate di calendario, rinviando il tutto al 24 agosto, in occasione dell’Assemblea dei club di Lega Pro.
Sempre che non ci siano altre novità nel frattempo.

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