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Postato by on 4 Apr, 2016 in Bar dello Sport, Prima Pagina | 0 Commenti

Cesare Maldini era un uomo d’onore

Cesare Maldini era un uomo d’onore

Cesare Maldini era un uomo d’onore

Di Sergio Castaldi 

Cesare Maldini ci ha lasciati e lo ha fatto nel suo stile, in punta di piedi, con l’eleganza, la sobrietà, la riservatezza tipica di un uomo autentico, fedele al suo essere ed alle sue passioni sportive: il Milan in gioventù e la nazionale italiana nella maturità. Schivo ma tenace, franco, deciso come gli uomini della sua terra, da giuliano guidò, insieme ed al fianco di Bearzot, la nazionale italiana alla conquista dei trofei più ambiti del panorama calcistico internazionale, sapendo e riuscendo ad infondere negli uomini che guidava, lo spirito di sacrificio nato ed alimentato dalla sofferenza profonda di quelle popolazioni irredente, occupate, vilipese, sfruttate dalla bulimia teutonica, tese ed infiammate di amor patrio per l’Italia e per tutto ciò che la rappresentava, nel bene e nel male.
Ciò che ci insegna la Storia è che ad ogni fase dell’evoluzione umana corrisponde un tipo di organizzazione sociale che prende su di sé la responsabilità di guidare la fase storica secondo le esigenze e le urgenze che quel tipo di società si trova ad affrontare rispetto al contesto in cui matura: per quanto può valere lo sviluppo di una disciplina sportiva di fronte ai cimenti imposti ad un complesso sociale in un dato periodo, bisogna riconoscere che il sistema organizzativo creato dalla FIGC tra il ’66 e la metà degli anni novanta consentì alla nazionale italiana, e per riflesso all’intero paese, di raggiungere traguardi eccezionali in termini di vittorie e di qualità del gioco. Il Centro tecnico federale della FIGC di Coverciano, tenacemente voluto da due grandi e forti personalità del mondo sportivo di quei tempi, Luigi Ridolfi e Dante Berretti, fu lo strumento attraverso il quale venne programmato in proiezione futura il complesso organizzativo della disciplina sportiva calcistica: essa venne, in tal modo, sottoposta alla costruzione di un progetto di lunga durata che mirava essenzialmente a dare a quel mondo una preparazione tecnica, atletica e medica all’altezza delle sfide che si profilavano all’orizzonte. La mente organizzativa dei fondatori, squisitamente politica, mirava a sublimare il progetto affidandone le redini ad uomini di altissima qualità, continuatori essi stessi dell’essenza più profonda dell’etica sportiva nella quale s’innestava, tenace e forte, la volontà del riscatto nazionale di fronte alle sconfitte patite dal paese nel suo più recente passato ed ugualmente capaci, intrisi di questi sentimenti, di sostanziare materialmente gli obiettivi da raggiungere rendendo efficace, nella forma e nella sostanza, il funzionamento organico dello strumento tecnico che era stato loro affidato. Animati da questa filosofia uomini come Artemio Franchi, fiorentino come Ridolfi e Berretti – a quei tempi Firenze non era solita produrre macchiette da avanspettacolo – Edmondo Fabbri, Ferruccio Valcareggi, Fulvio Bernardini, Enzo Bearzot hanno regalato al paese momenti di grandissima gioia ed emozione. Cesare Maldini era figlio di questo mondo, di questo modo di concepire la vita e le passioni ed aveva la stessa capacità dei suoi maestri di interpretare l’animo umano e di disporlo a concepire ed esercitare la parte migliore di se stesso; era figlio di un progetto, di un complesso organizzato che viveva, alimentando se stesso con il lavoro vivo attimo dopo attimo, capace di costruire rapporti, convivenze, sentimenti e di sciogliere i contrasti in nome dell’ideale supremo che li teneva uniti, preservando l’umanità e la comunanza. Tutto ciò che amava Maldini è stato smantellato dalla politica che nell’illusione di modernizzarsi, allo scopo di rendersi funzionale alle nuove forme assunte dal potere economico, ha sciolto gli ultimi vincoli che la tenevano legata al consenso popolare disarticolando la società ed i suoi corpi organizzati, preconizzando attraverso il suo agire la sua stessa scomparsa. Il calcio, essendo concepito come un settore economico ha subito uguale sorte e merita gli uomini che lo governano, come li merita il nostro paese: il presidente della FIGC ha dichiarato che intende tornare al passato, creando una “cantera” di tecnici per il settore federale. Visti i tempi e la politica non credo che resteremo meravigliati se questa “cantera”, se sarà mai realizzata, si trasformerà presto in una cantina, rafforzata magari da una buona dose di doping.
Cesare era un uomo d’onore ed io gli ho voluto bene per tutto ciò che ha rappresentato. Questi sono i tempi dei Bruto e dei Cassio, ma agli attuali parricidi non è possibile concedere le circostanze attenuanti per aver agito in difesa della repubblica.
Ad maiora !!!

 

 

 

 

RETROSPETTIVA CESARE MALDINI NELLA FOTO CESARE MALDINI CON ENZO BEARZOT AG ALDO LIVERANI SAS

RETROSPETTIVA CESARE MALDINI
NELLA FOTO CESARE MALDINI CON ENZO BEARZOT
AG ALDO LIVERANI SAS

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