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Postato by on 15 Apr, 2018 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

DICO/TUODI’: la vertenza verso la conclusione ma i lavoratori lottano per i diritti

DICO/TUODI’: la vertenza verso la conclusione ma i lavoratori lottano per i diritti

DICO/TUODI’: la vertenza verso la conclusione ma i lavoratori sono pronti ad aprire una nuova controversia con la società subentrante se non saranno mantenuti i loro diritti.

E’ in dirittura d’arrivo la vicenda dei 124 lavoratori DICO spa Campania che entro il 30/04/18 dovranno passare dai discount a marchio TUODI’ alla società DUE MARI srl degli imprenditori stabiesi Apuzzo.

L’ 11 aprile scorso si è tenuto l’esame congiunto tra le parti per la cessione a seguito dell’asta fallimentare aggiudicata dall’ impresa stabiese, l’incontro presenziato dai rappresentanti dei lavoratori e le OO.SS. Uiltucs e Filcams, ha visto sottoscrivere un mancato accordo poiché l’azienda subentrante non intende mantenere le garanzie contrattuali dei lavoratori previste dal CCNL confcommercio/cooperative di distribuzione, bensì a partire dal prossimo luglio la cessionaria vuole adottare un CCNL di comodo che non prevede emolumenti come la 14a , livelli retributivi più bassi, maturazione ferie/roll dimezzati, annullando quasi del tutto il comporto per malattia.

Questo è il motivo fondante del mancato accordo, ma un’ ulteriore causa di malcontento è la mancata presentazione del piano commerciale, la DUE MARI srl non solo non ha precisato i tempi di riapertura dei 21 punti vendita acquisiti, non ha specificato il marchio con cui apriranno le filiali, inizialmente si pensava al SOLE 365, e ancora non ha indicato la data di assunzione dei lavoratori.

Insomma una serie di lacune informative che non sono esattamente il preludio a dei buoni rapporti industriali tra le parti per il futuro.

E’ più che comprensibile la motivazione del mancato accordo, meno lo è la fretta di sottoscriverlo visto che l’articolo n. 47 prevede che dalla data del primo incontro in sede sindacale, in questo caso 11 aprile, sono previsti altri 10 giorni obbligatori di confronto in sede sindacale, tavolo che può anche essere trasferito in sede istituzionale, perché le parti non hanno aggiornato la riunione ad una nuova data?

Il giorno seguente, 12 aprile, presso il ministero dello sviluppo economico si è tenuto un incontro tra OO.SS. Nazionali, DICO spa e un rappresentante del tribunale di Roma. “Il delegato del commissario giudiziale su nostra segnalazione in merito all’applicazione dei CCNL di comodo ha precisato che loro intervengono solo sulla parte economica della procedura per far si che i creditori recuperino i debiti – afferma la Filcams CGIL – non sul contratto nazionale di lavoro, cosa che spetta fare alle OO.SS. in base alla legge 2112”, risposta chiara da parte del tribunale di Roma che lascia basiti i sindacati.

Al termine dello stesso incontro in una nota la Uiltucs UIL dichiara che in sede istituzionale “ha espresso forte preoccupazione per il possibile peggioramento delle condizioni salariali in ragione dei contratti collettivi che vorrebbero applicare gli acquirenti e ha ribadito la preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Insomma una due giorni di confronto in sede sindacale prima per la cessione delle 21 filiali Campane, poi in sede istituzionale presso il MISE, che lascia i lavoratori nell’incertezza, in attesa della convocazione di un’assemblea da parte delle OO.SS. che non arriva per fare il punto della situazione in piena trasparenza e comprendere se sono utili eventuali iniziative di lotta.

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http://www.larticolonline.it/dicotuodi-la-vertenza-verso-la-conclusione-lavoratori-lottano-diritti/

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