Pages Menu
TwitterFacebook
Categorie

Postato by on 19 Dic, 2015 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

L’ultimo saluto a Gianluca Esposito

L’ultimo saluto a Gianluca Esposito

“Gianluca era un uomo giusto che ha vissuto e ha amato” sono le parole che usa don Antonino, il parroco della  Cattedrale dedicata all’Assunta e a San Catello, per provare a consolare un dolore che non ha eguali. Il dolore di Antonella , dei genitori , dei fratelli Michele e Fabio, un dolore indescrivibile per una morte che inspiegabile per familiari e amici.  Una folla commossa di cittadini ha partecipato ai funerali di Gianluca Esposito il trentottenne sottufficiale della Marina Militare , deceduto in  in auto, nei pressi di una farmacia, a Scanzano, mentre il militare attendeva la giovane moglie. Un’omelia segnata dalla forte emozione, in un clima raccolto e carico di dolore. Al centro  della Cattedrale la bara avvolta nel tricolore. Tante le persone che hanno partecipato alla funzione religiosa, familiari, amici e conoscenti della famiglia Esposito, i colleghi di lavoro di Gianluca tutti in uniforme, i rappresentanti dell’Associazione Marinai D’ Italia, gli uomini della Capitaneria di Porto. Un giorno di dolore  per tutta Castellammare.  Gianluca Esposito si era recato al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia con dei dolori all’addome. Secondo quanto è emerso dalle prime indagini degli uomini dell’Arma dei Carabinieri ,Gianluca Esposito, mentre attendeva di essere visitato si è allontanato dal San Leonardo forse andando incontro alla morte. Si aspettano ora i risultati dell’autopsia per stabilire se ci sono stati degli errori da parte del personale medico.  Fare chiarezza su quella parola “allontanato” diventa la priorità.  Nonostante le insistenze della moglie Antonella, a quanto raccontano gli amici, non è stata data la precedenza a Gianluca, “aveva questo dolore da quattro giorni” . Un cuore buono Gianluca. Amato da tutti. Gli amici e i familiari ricordano la sua generosità e la sua disponibilità. “Non si può morire a trentotto anni ” scrive sui social il fratello Fabio Esposito. Amava la vita Gianluca, una vita finita troppo presto , in un pomeriggio d’inverno, mentre fuori si accendevano le luci del Natale, ormai alle porte. Parla di “perdono” il parroco della Cattedrale “dobbiamo credere nel perdono” e “farci forza sulla parola che si fa carne”.  La bandiera , il cappello appoggiato sulla bara,  la lettura della Preghiera del Marinaio , le lacrime , l’affetto di tutti ,  hanno accompagnato Gianluca nel suo ultimo viaggio. Il più triste. “Sei il mio eroe – scrive il fratello-   più di un comandante sei un eroe della terra ”.

 

 

 

Twitter
Facebook
Google+
http://www.larticolonline.it/gianluca-esposito/

Inserisci un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *