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Postato by on 5 Dic, 2016 in Prima Pagina | 0 Commenti

I nuovi poveri

I nuovi poveri

I capelli raccolti in una coda di cavallo, gli abiti dignitosi di sempre , il sorriso che non c’è più , gli occhi che hanno smesso di sorridere. Quella di Anna, nome di fantasia, è la storia di una giovane donna . Studi effettuati e un tempo un lavoro precario . La felicità di Anna ora si chiamerebbe “lavoro” quel vocabolo tanto sbandierato , soprattutto in queste ultime settimane, che però non ha toccato neppure minimamente Anna.  Anna  ha forza e coraggio ma non ha più voglia di essere presa in giro. Quella di Anna è una storia di sofferenza di una donna del Sud. Non è la sola. Giovanni era un operaio specializzato e fino ad un anno fa aveva un lavoro. Si sentiva un “uomo” oggi è uno dei tanti  usciti fuori dal circuito lavorativo . Anche per lui lo sbandierato “jobs act” è l’insieme di due parole senza senso. Anna e Giovanni sono solo due casi di persone che stanno combattendo con dignità una battaglia per la sopravvivenza. Per loro non ci sono vacanze, o voli low cost. Loro ogni giorno devono scegliere se con l’euro che hanno in tasca devono acquistare il pane per due giorni o aggiungere altre monete per spostarsi nel capoluogo per mettersi in fila per l’ennesimo colloquio che non porterà a nulla. “Il lavoro è dignità” ha detto tempo fa Papa Francesco, quella dignità che si legge negli occhi delle tante Anna e Giovanni che si incontrano ogni giorno. Giovani, adulti che nascondono per vergogna il loro attuale stato.  La povertà ha ancora molte facce, e non arretra. Tra i nuovi poveri ci sono anche molti liberi professionisti la crisi ha colpito anche loro. Ci sono professionisti che raccontano di cancellarsi dagli albi professionali: troppo il divario tra le spese da affrontare rispetto agli incassi diluiti. Un paese che se la passa male. Le nuove situazioni di povertà che si affacciano ai Centri coinvolgono pesantemente l’intero nucleo familiare: tutti i membri della famiglia si trovano a vivere, in modi diversi, una condizione di stress e di sofferenza. Questa disperazione dignitosa è stata fino ad ora fuori dalla politica dei tweet. Questa disperazione dignitosa la puoi però percepire entrando in un negozio, prendendo un mezzo pubblico, parlando mentre si fa la fila dal medico, oppure scorgerla negli occhi della amica di banco del liceo, che mai avresti pensato, potesse trovarsi ad affrontare un momento così triste. Anna e Giovanni hanno bisogno di speranza e di lavoro . Anna e Giovanni vogliono sentirsi come gli altri e quest’anno vorrebbero come tanti altri trovare sotto l’albero attimi di serenità e magari trovare la possibilità di intrecciare le mani per strada pensando ai loro piccoli senza vergognarsi di non riuscire più a garantirgli nulla e con la paura che quei bambini che tanto hanno desiderato vengano affidati a qualche Casa Famiglia .

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