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Postato by on 18 Nov, 2015 in Prima Pagina, Subbuteopia | 0 Commenti

Il Subbuteo è molto di piu’

Il Subbuteo è molto di piu’

Un panno verde con sopra disegnato un campo da calcio; 2 porte in plastica e 22 omini disposti sul panno a rincorrere una pallina e indirizzarla in rete. Questo il fascino del subbuteo che ha stregato generazioni di ragazzi tra gli anni settanta e gli anni ottanta.

Entrando in un negozio gli occhi erano alla ricerca di quello scatolo verde con la scritta subbuteo. Questo gioco è stato un collante generazionale, tutti sapevamo cosa fosse, tutti ci hanno giocato almeno una volta nella vita, tutti hanno schiacciato almeno in una occasione e accidentalmente un omino con un piede.

Quanti pomeriggi passati con gli amici a giocare a subbuteo. Non si vedeva l’ora di finire i compiti a casa perché tanta era l’attesa di giocare con gli amici. Quante ore passate attorno a quel magico panno a calciare in porta o a tentare di agganciare la pallina. I sorrisi di scherno all’avversario di turno per una plastica parata all’incrocio dei pali o per un rigore parato. Le lodi ricevute per un marcamento difensivo perfetto. Lo stupore degli amici per un girello mai visto prima.

Durante una gara si cercava di emulare le gesta di Zoff in porta, l’esplosività sulla fascia sinistra del bell’Antonio (Cabrini, ndr), la grinta di Oriali a centrocampo, la fantasia di Antognoni, i lanci millimetrici di Rudy Krol, l’astuzia nel segnare di Paolo Rossi, le finte ubriacanti sulla fascia del barone Causio o di Bruno Conti, le punizioni a foglia morta di Platini o ripetere le genialate di Maradona facendo un gol direttamente da calcio d’angolo.

Questo è il successo del subbuteo: permetteva di esprimere la fantasia dell’appassionato di calcio, di credere per un istante di essere sul San Paolo e battere la famigerata Juventus con valanghe di gol; la squadra del cuore capace di epiche imprese: battere il Real Madrid in finale e sollevare l’ambita e prestigiosa Coppa dei Campioni.

Le gare di subbuteo di solito si disputavano su un tavolo, non aveva importanza se la larghezza era inferiore a quella del panno da gioco, si ci adattava. Spesso si giocava sul pavimento oppure sul tappeto. Quanti mal di schiena e ginocchi sbucciati, ma il divertimento alla fine era sempre assicurato. Si disputavano perennemente campionati e coppe tra gli amici.

All’inizio del ventunesimo secolo il Subbuteo è ancora popolare. Ci sono migliaia di siti web dedicati a Peter Adolph, inglese inventore del gioco, e in tutto il pianeta si tengono ancora campionati, cinquant’anni dopo dalla sua nascita. Forse non sorprende che a organizzare e disputare questi tornei siano uomini adulti, ma segnali rivelano che una nuova generazione di bambini sta iniziando a interessarsi al gioco.

Il Subbuteo, non è mai stato e non sarà mai un gioco, ma molto, molto di più.

Mario Banditelli

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http://www.larticolonline.it/il-subbuteo-e-molto-di-piu/

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