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Postato by on 8 Mar, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Juve Stabia , Lo Giudice “Sono rimasto perchè sto bene”

Juve Stabia , Lo Giudice “Sono rimasto perchè sto bene”

Intervista a Pasquale Lo Giudice

Di Jacopo Petruccione 

Un direttore sportivo alla Juve Stabia dallo scorso anno, dopo la stagione fallimentare della retrocessione dalla B, e che, grazie al suo operato, ha ricevuto non pochi attestati di stima dagli addetti ai lavori. Nato a Reggio Calabria e con precedenti esperienze a Catania ed Andria, si presta con disponibilità ad una piacevole intervista con noi:

Pasquale Lo Giudice, ds da due anni alla corte di Manniello, come giudica finora la sua esperienza a Castellammare ?

Per me è tuttora una buona esperienza nel senso che mi sono ritrovato a svolgere nuovamente il mio ruolo di Ds, dopo che a Catania il ruolo di osservatore era “dietro le quinte” e mi ritrovavo con una struttura societaria completamente diversa dall’attuale.
L’esperienza è ancora più positiva se si considera che la mia famiglia sta bene a Castellammare, condizione imprescindibile per poter lavorare in modo sereno.

Prima da osservatore a Catania, poi Ds ad Andria per poco tempo, ed ora la JuveStabia, quanto è difficile operare in Lega Pro ed al sud ?

Sicuramente è molto più difficile al Sud che al Nord, per vari fattori.
Basti pensare che, al netto dei “soliti” pregiudizi sul Meridione, molte big non concedono con la stessa facilità i giovani in prestito alle squadre del Sud.
Aspetto ugualmente singolare è quello per cui un calciatore qui ha una pretesa economica almeno 10mila euro in più.
Poi bisogna contestualizzare le attività produttive, in numero maggiore certamente al Nord.
Ecco, è davvero difficile operare ma basta adeguarsi e rimboccarsi sempre le maniche.

L’anno scorso la squadra allestita ha fatto bene, quest’anno, per varie vicende, è più volte in difficoltà con una classifica che non rispecchia le aspettative.

Io sono sempre il primo critico di me stesso e, nonostante un ottimo campionato scorso, ho comunque qualcosa da rimproverarmi.
Figurarsi quest’anno!
Ma sarebbe un discorso privo di onestà intellettuale se non mettessimo in conto la particolarità negativa di quest’annata.
Certo che privarsi, solo per fare un nome, di un bomber come Ripa, praticamente da inizio stagione, è un handicap non da poco.
Abbiamo fatto una cessione con una cifra che difficilmente si vede in questa categoria con Migliorini ed abbiamo ancora molte richieste per nostri tesserati, segnale che non si è operato male.
Ma proprio per quanto sopra detto, bisogna, nonostante le difficoltà note, lavorare per far sempre meglio.

La vittoria larga con il Martina, in rimonta con l’Akragas, ma quanto rimorso c’è per i punti persi al Menti soprattutto?

Basti pensare ad alcune partite: I gol annullati, per esempio, contro Lecce, Benevento e Matera che avrebbero potuto cambiare il campionato.
Contro la Paganese abbiamo subito il pareggio al 93′ e contro la Casertana poco ci è mancato per portare a casa l’intera posta in palio.
Ma ribadisco, non sono alibi, bensì dati inconfutabili di fatto che testimoniano che bastava poco nel recente passato per parlare ora di un’altra stagione.
Ma per dirla con una battuta, ho fatto esperienza quest’anno!

Avrebbe potuto andare via nella scorsa estate, sappiamo di un rapporto ottimale con Manniello ma cos’altro l’ha spinta a restare? Cosa dovrà esserci per averla anche l’anno prossimo ?

Sono rimasto perché sto bene.
Oramai si sa che il mio rapporto con Manniello è di reciproca fiducia e stima.
Difficilmente si trova un presidente davvero innamorato della propria squadra, al punto di rimetterci anche quest’anno qualcosa di tasca propria.
Il presidente mi trasmette la giusta tranquillità per fare le mie scelte, senza alcun condizionamento.
Ovvio che c’era e c’è voglia di riscatto, dopo la cocente delusione di Bassano.
Qui c’è tutto per far bene ancora, a partire dalla piazza che, tranne i soliti critici dell’ultima ora, ci fanno sentire orgogliosi di rappresentarli.
C’è da continuare a lavorare a testa bassa, non illudendo nessuno e cercando di sopperire a tutte le difficoltà presenti.

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