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Postato by on 14 Mar, 2016 in Quarta pagina | 0 Commenti

La Lega dei sospetti

La Lega dei sospetti

La Lega dei sospetti.

Di Jacopo Petruccione

Sembra non trovar pace, di giornata in giornata, la Lega Pro.
Aggressioni, accuse, sospetti di combine e “convergenze” di interessi rivelatisi “pericolosi”.
Potrebbero calcolarsi, infatti, molteplici partite finite sotto l’occhio del ciclone, con tante squadre coinvolte: dal Messina alla Paganese, dall’Ischia al Foggia, passando per Casertana e Benevento.
Di queste due compagini già ne avevamo parlato, a proposito degli interessi intrecciati dell’imprenditore, ex presidente rossoblu, Giovanni Lombardi.
Riepiloghiamo in breve: a giugno Corvino succede nella presidenza all’imprenditore originario di Scafati, che, pur lasciando invariato l’impegno nell’allestimento della squadra a Caserta, nello stesso tempo investe a Benevento, dove in Società al posto del dimissionario Vigorito prende posto il duo Fabbrocino-Pallotta. Ne deriva una fitta rete di rapporti tra le due società: settore giovanile, scambio di calciatori, sia nel mercato estivo che invernale. Il tutto confermato sul sito Ottopagine.it da note societarie. Nulla  di illecito, finora, ma sicuramente un brutto esempio di mancanza di educazione sportiva, in un calcio sempre alla ricerca di valori veri. Addirittura lo stesso Lombardi, poche settimane fa, fece “invasione” di campo (a che titolo?!) al Pinto di Caserta nel match contro il Cosenza, a protesta di alcune decisioni arbitrali, per convincere i “propri” calciatori nell’abbandonare anzitempo il rettangolo di gioco. Cose mai viste! Il calendario di Lega Pro, ieri, poneva di fronte proprio queste due “consorelle”: seconda contro terza in terra sannita, con il Lecce balzato al primo posto nell’anticipo vittorioso a Monopoli. Il risultato ha visto ampiamente superiore il Benevento di Auteri, con un 6-0 che ha sorpreso tutti. Sia chiaro, nel calcio tutto può succedere ma gli strascichi che ha portato dietro questa gara fanno parlare. I tifosi della Casertana, giustamente delusi dal risultato esageratamente negativo ed inaspettato, hanno criticato aspramente i calciatori e purtroppo è da registrare l’incendio doloso alla macchina del bomber rossoblu De Angelis. L’atteggiamento degli ultras, come sempre accade, diventa il pretesto maggiore per cercare i colpevoli in vicende del genere, fermo restando la condanna decisa all’episodio ma la delusione è enorme. Neanche il presidente Corvino in sala stampa ha sminuito i dubbi, rilasciando dichiarazioni forti: “Il Benevento ha giocato in 14…non so se la squadra oggi l’abbia fatta l’allenatore o chi altro ma i calciatori sono già entrati in campo rassegnati alla sconfitta”. Dichiarazioni che lasciano intendere che qualcuno di “influente” abbia voluto la sconfitta, peraltro ricercatamente sonora. Si perché l’enorme margine di gol porta con se gran parte della polemica del dopo partita. Il Consiglio Direttivo della Lega si riunirà oggi e tra i punti all’ordine del giorno potrebbe esserci anche il match tra Benevento e Casertana. Da Lecce giustamente, trovandosi a contendere il primo posto proprio con Casertana e Benevento, gridano al complotto. Certamente una vittoria così larga fa bene ad una classifica avulsa che, sempre in ogni campionato, diventa importante nelle bagarre promozione/retrocessione. Anche perché, dato che alimenta i sospetti, alla penultima il Benevento incontrerà proprio il Lecce. Più volte anche l’ex allenatore stabiese Braglia, ora in Salento, aveva acceso i fari verso questo conflitto di interessi che li coinvolge nella rincorsa alla B e prima di lui ci aveva pensato De Zerbi, alla guida del Foggia. Anche in occasione della gara al Pinto contro i pugliesi le polemiche non furono poche, con i rossoblu che si sono ritrovati con due ricorsi respinti contro la decisione dei salentini di schierare come assistente il magazziniere.
Roba da poco innanzi ad un conflitto di interessi che può ledere la regolarità di una stagione. Vero è che, se non prima, ora serve ridare trasparenza a questo campionato che sarà ricordato per le polemiche che si porta dietro. Di sicuro siamo troppo mal abituati a mandar giù tutto ma altrettanto di sicuro c’è da restituire credibilità per l’integrità della Lega. Prima che finisca, prima che sia troppo tardi, magari prima che ci si ritrovi già a discutere di punti di penalizzazione. Oggi è già forse tardi, perché, come qualcuno in passato sosteneva, : “a pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca”.

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