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Postato by on 23 Feb, 2016 in Il Punto, Quarta pagina | 0 Commenti

La Lega Pro alla ricerca del calcio

La Lega Pro alla ricerca del calcio

La Lega Pro alla ricerca del Calcio
Di Jacopo Petruccione
Diventa sempre più impossibile fare calcio in Lega Pro, tra penalizzazioni, fallimenti e sospetti di partite combinate. Società povere, stadi vuoti e diritti tv scarsi, mentre le spese restano alte. I club oramai faticano a far quadrare i conti e dopo aver lasciato spesso per mesi i giocatori senza stipendio falliscono uno dietro l’altro: le squadre sparite dal 2000 ad oggi sono state più di 100. Senza contare il danno sportivo, con la classifica decisa non dai risultati sul campo ma dai punti di penalizzazione dovuti ai ritardi nei pagamenti. Se poi a questo si aggiungono “casi anomali” il quadro assume contorni di mera crisi. Infatti ha destato scalpore l’invasione di campo, a Caserta, dell’ex presidente Lombardi sabato sera, intento nel convincere i propri calciatori ad abbandonare anzitempo il rettangolo di gioco, in protesta ad alcune decisioni arbitrali, a suo dire discutibili.
Ultimo episodio assurdo in un campionato tormentato da polemiche e ricorsi. La confusione aumenta se si considera che proprio la stessa persona ha investito per due società nella stessa serie e, addirittura, nello stesso girone: Benevento e Casertana. Ma chi controlla? A dicembre a Macalli è succeduto Gravina, storico oppositore del suo predecessore. A breve si incontrerà con Abodi per definire il futuro della Lega Pro. Un incontro che assume un rilievo importantissimo, teso ad eliminare le problematicità esistenti. Troppe volte la classifica è stata decisa dal giudice sportivo ed anche quest’anno molte squadre partono con handicap che probabilmente verranno variati durante la stagione da altrettante decisioni di una giustizia sportiva sempre più precaria. I casi di Teramo, Savona, Barletta ed infine Catania rappresentano quelli più lampanti dove l’illecito sportivo ha raggiunto livelli delinquenziali. Diverso invece il discorso delle Società in difficoltà finanziaria. Mentre in A e, in parte, in B le uscite sono “neutralizzate” dalle entrate dei diritti TV, nella ex serie C i ricavi da stadio sono la voce principale del bilancio, voce che risulta esser assai modesta.
Ma quanto costa fare la Lega Pro? Il fatturato medio è di 3,1 milioni, i costi si aggirano sui 4,2 a stagione. Questo vuol dire che, in media, ogni squadra brucia 1,1 milioni a campionato, un tesoro sproporzionato al valore della produzione (che pure presenta un trend recente in crescita). Inoltre i debiti sono pari all’86% del fatturato. Quindi una parziale soluzione è restar aggrappati ai contributi che arrivano dall’alto, alle briciole che piovono dal tavolo. Nessuno sa con certezza a inizio stagione su quali cifre potrà contare e su quando verranno corrisposte. Andare in sofferenza finanziaria, ritrovarsi con la cassa vuota, è un’evenienza frequente, come dimostra l’ondata di segni “meno” nelle classifiche. Ma il vaso è quasi colmo, e l’alibi che il mondo del calcio sia “sporcato” dalle curve o comunque dal mondo ultras poco convince.

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