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Postato by on 19 Giu, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

La morte di Angela non è stata una fatalità ma un caso di malasanità

La morte di Angela non è stata una fatalità ma un caso di malasanità

”La morte di Angela non è stata una fatalità ma un caso di malasanità’’. Lo ripetono fino a sfinirsi Assunta e Vincenzo, sorella e fratello di Angela Schiavone, la donna stabiese deceduta il 16 luglio del 2014  a causa di una lesione della parete anteriore dell’aorta. Angela di nome e di fatto. Una donna amata dalle sorelle, dal fratello , dalla cognata e dai tanti nipoti . Una donna che era un sostegno per l’anziana madre che da quel giorno non riesce più a darsi pace.

Angela Schiavone

Angela Schiavone

“La nostra vita – ripete Vincenzo Schiavone- non è e non potrà mai più essere la stessa”. Inizierà il  prossimo 27 giugno la prima udienza del processo per la morte della 44enne di Castellammare di Stabia, Angela Schiavone, deceduta nel luglio del 2014, dopo essere stata trasportata nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Cardarelli di Napoli . Angela,  aveva scelto di sottoporsi ad un intervento di “sleeve gastrectomy”, presso la clinica Villa Bianca a Napoli. Arriva nelle aule di giustizia, così come si era augurata fin da subito la famiglia, la triste storia di Angela. Toccherà ai giudici del Tribunale di Napoli stabilire quanto accaduto quel tragico giorno. E’ stato, infatti, rinviato a giudizio il dottor Antonio Braun che dovrà difendersi dal reato di omicidio colposo stabilito dall’articolo 589 del codice penale. ‘’Angela Schiavone, – ricorda l’avvocato Roberto Ucci che difende la famiglia della signora – pesava 130 chili e per dimagrire aveva deciso di sottoporsi a un intervento di “sleeve gastrectomy”. La Sleeve Gastrectomy Laparoscopica (SGL) è un intervento di tipo restrittivo in cui lo stomaco viene tubulizzato’’. La SGL è una tecnica originariamente sviluppata in Inghilterra e successivamente adottata negli Stati Uniti, Germania e Belgio. L’intervento è eseguibile con tecnica laparoscopica e prevede l’asportazione di una gran parte dello stomaco tramite una resezione, realizzata con l’ausilio di suturatrici meccaniche. ‘’Secondo le casistiche più attuali, – rileva l’avvocato Ucci – il rischio di mortalità post operatoria precoce è soltanto dello 0.1%. La signora Schiavone fu operata presso la clinica Villa Bianca, a Napoli ma dopo poco più di 48ore da quest’operazione morì nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli nel quale era stata trasferita d’urgenza’’. Da quel maledetto giorno i suoi familiari, in particolare la mamma di Angela, Antonietta, le sorelle Cristina e Assunta e il fratello Vincenzo non riescono più a darsi pace. “Nostra sorella voleva solo dimagrire, liberarsi una volta per tutte di quei chili di troppo che le creavano disagio. Ci aveva anche provato con diete continue, ma puntualmente riprendeva tutti i chili persi. Voleva solo cambiare vita, camminare meglio, indossare un vestito che le stesse bene. Era tranquilla e sicura che tutto sarebbe andato bene ed invece nostra sorella è andata, inconsapevolmente incontro alla morte’’. Si commuove Assunta nel ricordare quel tremendo pomeriggio d’estate “Angela è entrata in sala operatoria con il sorriso sulle labbra . Quando è uscita , abbiamo dovuto insistere per vederla , non era più lei. Abbiamo capito subito che qualcosa non era andato per il verso giusto”. Stava per raggiungere il suo desiderio Angela Schiavone ed invece la sua vita si è fermata per sempre. Una famiglia semplice, gli Schiavone, una famiglia distrutta dal dolore: “la morte di Angela ha lasciato un vuoto incolmabile’’. “Una storia, purtroppo, commenta l’avvocato Ucci, simile ad altre ma che assolutamente non può essere catalogata come tragica fatalità. Noi vogliamo che la giustizia faccia il suo corso e che siano accertate le responsabilità. Così come accertato fin da subito, il trocar che consente di praticare dei fori nell’addome per l’intervento in laparoscopia, ha, nel caso di Angela Schiavone, reciso un vano arterioso causando una lesione di 5 millimetri e la conseguente perdita di sangue. La morte di Angela è un evidente caso di responsabilità medica, così come del resto hanno avuto modo di accertare i consulenti nominati dal tribunale, e noi ci batteremo in tutte le sedi affinché non si ripetano più disgrazie del genere’’. Mentre la sorella e il fratello raccontano la vita di Angela, i ricordi più belli , l’immagine di Angela Schiavone con il suo sorriso e i suoi lineamenti gentili è lì racchiusa in una cornice a vegliare su una famiglia che “chiede giustizia”. “Non c’è notte – conclude Assunta – che io non la sogni”.

il fratello e la sorella della signora angela schiavone

Angela Longobardi

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