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Postato by on 26 Gen, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Lettera a Manniello

Lettera a Manniello

Riceviamo e pubblichiamo una lettera al Presidente Manniello a firma di un tifoso delle Vespe

Sono un tifoso dello Stabia da quando sono nato. Questo è il 25esimo campionato tra serie C, dilettanti e la tanto agognata serie B. Mi ha spinto a scriverLe la voglia di amare costruttivamente la Nostra creatura a tinte gialloblù. Non voglio neanche dare giudizi sull’operato della Società, da Lei guidata finora con l’amore vero da Stabiese, o sul rendimento della squadra, in netta difficoltà quest’anno. È sotto gli occhi di tutti il sacrificio economico che sta offrendo alla squadra della Nostra Città. Un impegno portato sempre avanti nonostante i tanti “aiuti”, solo promessi, da imprenditori e amministrazione comunale, nonostante le stagioni sciagurate delle due retrocessioni, dalla C1 alla C2 e, forse peggiore, dalla B alla neo Lega Pro. Nonostante i tanti torti, oggettivi, subiti da arbitri (vedi Bassano) e dalla Lega, per il mancato ripescaggio in B, ma non voglio dilungarmi. Questo è un anno difficile, ancora una volta per la Società e per Lei, ma anche per la squadra e i tifosi. Questa stagione è cominciata nel peggiore dei modi, tra infortuni, cambi di allenatore, sfortuna e tanto altro. I tifosi sono sempre di meno in casa, seppur in trasferta non fanno mai mancare l’apporto. Questo l’ha indotto, probabilmente, a due scelte motivate: di rinunciare alla campagna di abbonamenti e, successivamente, di chiudere un settore del Menti, i Distinti. Ecco, caro Presidente, erano 25 anni che ero in quel settore, orgoglioso del mio abbonamento in tasca.
Un abbonamento che solo chi ama questa Città e i colori gialloble’ sa che valore ha. Un valore che va oltre le vittorie, oltre le sole gioie, un valore che rappresenta un’identità ben precisa: esser Stabiese. Perché i tifosi dello Stabia forse hanno vissuto si gioie ma anche dolori e sconfiggono ogni settimana, con freddo, afa o pioggia, la “concorrenza” facile dei grandi squadroni o delle Pay tv. Vero, ne siamo progressivamente in minor numero, ma ciò non può e non deve indurre a spegnere la voglia di mantenere sempre alta quell’identità stabiese.
Dilettanti o serie B poco importa, la fede conta più di ogni altra. Ma so, e ne sono riconoscente, che queste sensazioni Le vive anche Lei, da Stabiese e da tifoso. Lo ha dimostrato negli anni e lo dimostra tuttora. Chiunque altro Patron, con bassi introiti e bassa affluenza, sarebbe scappato a gambe levate dalla nostra Città. Invece Lei, costantemente cercando di allestire rose competitive e quasi sempre riuscendoci, non si è mai nascosto dalla piazza, mostrando amore e sincerità, non sempre ben ricambiate. Ed anche a Lei si chiuderà, allo stesso modo, il cuore a vedere i Distinti chiusi.
Comprendo bene l’esistenza di serie motivazioni e della Sua volontà di non arrecare un danno ad una parte dei tifosi e ciò, chi da sempre ama le vespe, non porterà ad un’allontanamento, spero, di ulteriori tifosi. Ma questo, probabilmente per una stagione che, finora non ha dato nessun sussulto, rappresenta un colpo troppo forte. Ho seguito nella tribuna scoperta le altre partite con i Distinti chiusi, e continuerò a seguirle li. Ma lo chiedo con rispetto ed amore per la Juve Stabia e la sua storia, riapriamo i Distinti. Chi da sempre ha calcato quei gradoni ritroverà la sua stanza nella sua casa. Sarà come cercare a risvegliarsi da un incubo di quest’anno dove tutto sembra andare per il peggio.
Sarà ancora più forte quell’identità Stabiese.

Un tifoso.
Grazie di tutto e sempre forza Stabia

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