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Postato by on 19 Apr, 2016 in Cultura, Prima Pagina | 0 Commenti

Lo chiamavano Jeeg Robot bottino di David

Lo chiamavano Jeeg Robot bottino di David

Fa il bottino di David di Donatello  “Lo chiamavano Jeeg Robot”  la pellicola omaggio alla serie manga e anime Jeeg Robot d’acciaio. Serie che ha fatto compagnia a generazioni  su generazioni di ragazzi tra gli anni 70 e 80. Miglior regista esordiente a Gabriele Mainetti, Miglior produttore a Rai Cinema e Goon Films, Miglior attrice protagonista a Ilenia Pastorelli, Miglior attore protagonista a Claudio Santamaria, Miglior attrice non protagonista a Antonia Truppo, Miglior attore non protagonista a Luca Marinelli, Miglior montaggio a Andrea Maguolo. Una notte magica è così che l’attore Claudio Santamaria descrive la premiazione di ieri sera. Per chi non l’avesse ancora visto ecco la trama di Jeeg Robot ” In una Roma presa di mira da alcuni attentati, attribuiti dai mass media a vari movimenti estremisti, Enzo Ceccotti, un ladruncolo di Tor Bella Monaca, viene inseguito da due poliziotti per aver rubato un orologio; la fuga prosegue fino alle rive del Tevere sotto Ponte Sant’Angelo, dove Enzo, dopo essersi buttato nelle acque, entra a contatto con delle sostanze radioattive contenute in alcuni bidoni nascosti sotto la battigia. Dopo una notte passata in preda alla febbre, il mattino dopo si sveglia come nulla fosse. Uscito di casa si dirige a parlare con Sergio, uno dei membri della batteria guidata da Fabio Cannizzaro, detto Zingaro, per vendergli l’orologio. Sergio decide di portarlo con sé per un altro lavoro: recuperare della cocaina portata a Roma da due fratelli extracomunitari che l’avevano ingerita. Arrivati a casa per prendere l’occorrente, Enzo incontra la figlia di Sergio, Alessia, una ragazza con evidenti problemi psichici ossessionata dall’anime Jeeg robot d’acciaio. Condotti i due fratelli in un palazzo in costruzione, uno muore per overdose, dovuta alla rottura di uno degli ovuli contenenti la cocaina nel suo stomaco, mentre l’altro si getta su Sergio, che ha la peggio e muore. Nella colluttazione Enzo viene colpito da un proiettile e cade giù dal palazzo, ma poco dopo si rialza senza problemi. Tornato a casa scopre di aver acquisito una forza sovrumana e viene avvicinato da Alessia, che gli chiede notizie del padre. Enzo però non riesce a dirle la verità e si chiude in casa. Poco dopo sente che Alessia viene minacciata dallo Zingaro e dai suoi, che cercano Sergio e la cocaina e, dopo essersi coperto il volto, interviene e salva la ragazza che lo riconosce e lo soprannomina Hiroshi Shiba, come il protagonista di Jeeg. La sera stessa Enzo letteralmente divelle dal muro di una banca uno sportello bancomat e il video di sorveglianza che lo riprende diviene immediatamente virale, creando la figura del super criminale dalla forza erculea. Nel frattempo lo Zingaro, ossessionato da manie di grandezza (tanto da aver partecipato da ragazzo a Buona Domenica come cantante) e deciso ad allargare il proprio giro, scopre che Sergio non è ancora tornato con la cocaina che la batteria ha acquistato da un clan di camorristi napoletani, guidato da Nunzia e vero autore degli attentati nella capitale, e quindi si mette sulle sue tracce. Enzo, che ha un carattere burbero e chiuso, dopo aver salvato Alessia dall’aggressione di Fabio e i suoi uomini, la porta alla casa famiglia dove era ospitata quando il padre finiva in carcere; successivamente, grazie alle informazioni scritte su un foglietto nascosto nel portaocchiali di Sergio, rapina lo stesso camion portavalori che Fabio e i suoi stanno per assaltare per poter pagare il clan partenopeo, accrescendo ancora di più la propria fama da super-criminale. Poco dopo Alessia torna da Enzo, che decide di ospitarla non potendo lasciarla in casa sua da sola. La batteria di Fabio comincia a sfaldarsi poiché il suo migliore amico, che non condivide i suoi sogni di gloria, si rivolge a uno strozzino per avere i soldi con cui pagare i camorristi, ma Fabio, infuriato perché la sua autorità viene messa in discussione, lo fa sbranare vivo dai propri cani; una volta recatosi lui stesso a parlare con l’usuraio, una transessuale brasiliana chiamata “Marcellone”, viene assaltato da Nunzia e dai suoi uomini, che rimangono uccisi nello scontro a fuoco che ne segue e dal quale si salvano solo Fabio stesso e Nunzia. Alessia, intanto, rivela ad Enzo gli abusi subiti fin da bambina sia da parte del padre, sia degli assistenti che l’hanno avuta in cura dopo la morte della madre. I due si avvicinano sempre più, finché, dopo essere andati a comprare un vestito in un centro commerciale, lui la violenta nel camerino, cosa che fa rivivere alla ragazza i traumi del passato e che la spinge a scappare da Enzo, il quale le rivela anche la morte del padre: Enzo, tuttavia, ormai si è innamorato di lei, quindi la segue e ferma a mani nude il tram sul quale era salita, chiedendole scusa e portandola via con sé. L’impresa viene ripresa e condivisa in rete dagli altri passeggeri. Lo Zingaro, confrontando i video dopo che il resto della sua batteria viene uccisa dal clan, capisce che Enzo è il supercriminale e riesce a rapire lui e Alessia per farsi rivelare come ha ottenuto i suoi poteri; Enzo è quindi costretto a portarlo sulla banchina del Tevere, ma in quel momento Nunzia arriva con il resto del suo clan e, nello scontro a fuoco che scoppia, la sopraggiunta Alessia rimane uccisa, dopo aver chiesto a Enzo di proteggere il mondo. Fabio, invece, dopo essere stato arso vivo, riesce a immergersi nelle acque, dalle quali riemerge il giorno dopo sfigurato ma con gli stessi poteri di Enzo. Si reca così a Napoli da Nunzia dove, forte delle sue abilità, compie una vera e propria mattanza riprendendosi con il cellulare per poi diffondere il video in rete. Enzo salva una bambina in un incidente stradale e vede alla televisione il delirante messaggio di Fabio, dal quale capisce che questi vuole piazzare una bomba allo Stadio Olimpico durante una partita della Roma; Enzo si reca quindi sul posto e i due cominciano a combattere, finché, impossibilitato a disattivare la bomba, si getta dal Ponte della Musica nel fiume con lo stesso Fabio e l’ordigno, che esplodendo decapita lo Zingaro. Ormai ricordato come un eroe e dato per morto, Enzo osserva Roma dalla cima del Colosseo e, deciso a proteggerla, indossa la maschera di Jeeg che Alessia gli aveva fatto a maglia”.

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