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Postato by on 24 Apr, 2017 in Quarta pagina | 0 Commenti

La Madonna di Pagani: la Signora delle Galline

La Madonna di Pagani: la Signora delle Galline

La Madonna di Pagani: la Signora delle Galline

 

Mamma, Madre o Madonna: comunque la si voglia definire, è sempre lei, la Signora delle Galline.
Il curioso epiteto secondo alcuni deriverebbe dal ritrovamento dell’effigie avutosi in seguito al razzolamento di alcune galline, mentre secondo altri sarebbe legato alla figura della Madonna chioccia che abbraccia i suoi figli.
Che si tratti dell’una o dell’altra ipotesi, la tradizione ha condotto sino ai giorni nostri la festività che ogni anni attira frotte di visitatori da ogni parte d’Italia desiderosi di assistere a questa carnevalesca ricorrenza. Quando diciamo “carnevalesca”, in effetti, intendiamo nel senso stretto del termine in quanto coriandoli e stelle filanti oltre a volantini inneggianti alla Chiesa ed alla religione, si ritrovano in ogni angolo della città in seguito al loro lancio al passaggio della processione.

 


Una processione davvero singolare quella della Madonna del Carmine di Pagani, a partire dall’orario in cui essa avviene. In tarda serata la statua votiva esce dal suo santuario di appartenenza per attraversare tutta la città tra grida esultanti e coperte di raso appese ai balconi, a testimoniare la festosa devozione degli abitanti di Pagani. La stessa fa ritorno alla casa di Dio non prima dell’una di notte, al ritmo incalzante delle tammorre. Innumerevoli sono i danzatori festanti che,nel periodo che va dal venerdì dell’ottava di Pasqua al lunedì successivo, rendono omaggio alla Madonna, con tanto di bicchiere di vino alla mano, non senza prima aver assaggiato i tipici tagliolini e i carciofi.Questi ultimi rientrano a tutti gli effetti tra i simboli legati al culto della Madonna del Carmine di Pagani, festa di spiccata matrice contadina.
Non a caso, infatti, gli stessi carciofi si ritrovano nei “toselli”allestiti nelle varie corti degli splendidi palazzi antichi del luogo, adornati per l’occasione con uova, galline e tessuti dalle colorate fantasie che contornano gli altarini ospitanti statue o quadri raffiguranti la Madonna delle galline. Il volto delle effigi resta obbligatoriamente coperto sino al passaggio di Maria durante la processioneorganizzata dai padri carmelitani del santuario e dall’Arciconfraternita della Madonna delle Galline.
E’ così che fuochi d’artificio e canti allegri si miscelano al suono delle nacchere e delle tammorre che animano le strade odorose di carne arrosto, mentre le vetrine dei negozi sono agghindate con motivi pasquali, dalle riproduzioni di pulcini agli spettacolari tortani di pane. Gli stessi tortani si ritrovano persino innanzi alla Madonna in processioneche procede fiera per le strade della città, cosparsa di coriandoli e recante tre inseparabili tortorelle.
Ma non è finita qui: appollaiato sulla statua della Madonna vi è anche un pavone, mentre sotto di essa troviamo le famose galline, le stesse con le quali Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, patrono di Pagani, usava rendere omaggio alla cosiddetta “Mamma de’ galline”.
Un culto che miscela sacro e profano quello di Pagani, che unisce i sapori della terra alla musica e ad ai suoni della tradizione popolare, fungendo da ritrovo nazionale per quanti amano i ritmi della tarantella, delle nacchere, della tammorra e del triccheballaccheche, un po’ come gli altarini in onore della Madonna, viene riproposto in ogni angolo della festosa città.
Articolo e foto di Francesca Martire

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