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Postato by on 25 Mar, 2016 in Prima Pagina | 0 Commenti

In nome di chi non ha voce

In nome di chi non ha voce

“IN NOME DI CHI NON HA VOCE”

Abbiamo segnalato innumerevoli volte ai (competenti?) organi istituzionali la necessità di svolgere sul territorio, con la massima urgenza, ampia e approfondita attività d’indagine per l’enorme proliferazione di cani pit-bull in città, detenuti e condotti in giro, spesso senza guinzaglio, anche da adolescenti e giovani non in grado di gestirli.

Da quattro anni l’Associazione A.D.D.A. ha richiesto in proposito l’intervento di VV.UU. – Servizio Tutela Ambiente, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato ed al Corpo Forestale dello Stato affinché svolgessero in proposito azioni sinergiche e coordinate, avendo ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini, che hanno notato lo svolgimento di combattimenti fra cani in varie zone della città, la tenuta di allevamenti di pitt-bull anche all’interno di abitazioni, nonché aggressioni, avvenute anch’esse in varie zone cittadine -fra cui la Villa Comunale- in danno sia di cani randagi e sia di gatti stazionanti sul territorio e padronali. Oggi i combattimenti (ovviamente illegali) fra cani si svolgono, fra il massacro e lo scempio di animali innocenti ed il mercimonio da parte di delinquenti, anche in pieno giorno, sull’arenile “nascosto” dai lavori di rifacimento della Villa Comunale in corso e altrove.

E’ stato richiesto che nell’ambito di tale attività d’indagine si provvedesse ad accertare presso il Servizio Sanitario ASL se, con riferimento ai cani pit-bull, siano state svolte le prescritte formalità di registrazione presso l’anagrafe canina, attraverso un capillare controllo sui singoli animali rinvenuti sul territorio, da effettuare da parte del personale preposto mediante utilizzo del lettore portatile di microchip. Lettore che dovrebbe essere in dotazione anche del Servizio Tutela Ambiente presso i VV.UU.

Ogni segnalazione è caduta nel nulla, con il risultato che la situazione cittadina complessiva ha subito un regresso a quello che avveniva negli anni ’90 e che i cittadini manifestano la loro disapprovazione (spesso con modalità aggressive) direttamente contro l’A.D.D.A., ritenuta obbligata a intervenire in quanto associazione protezionistica.

Per quanto poi riguarda l’ulteriore problematica della detenzione dei cani vaganti sul territorio della città di Castellammare attualmente in corso presso la struttura situata in Brusciano, dal gennaio 2015 la predetta struttura continua sine titulo, sia ad espletare il servizio di detenzione degli animali ivi trasferiti dalla struttura di Torre del Greco e sia dei nuovi elementi “accalappiati” sul territorio, senza che l’A.D.D.A. o altre associazioni abbiano mai avuto la possibilità né di visitare i cani spostati a Brusciano nell’ottobre 2014 né di controllare i cani prelevati sul territorio e trasportati direttamente alla Sfinge e neppure di promuoverne l’adozione. Nel mese di luglio 2015 è stato redatto nuovo bando di gara, correttamente indicante tutti i requisiti necessari per lo svolgimento del servizio secondo gli opportuni criteri di garanzia del benessere degli ospiti, che peraltro ha subito ritardi imprecisati per poi non ricevere attuazione a causa dell’intervenuto commissariamento del Comune di Castellammare.

Anche questa tristissima problematica è stata oggetto di numerosissime segnalazioni da parte dell’Associazione alle Istituzioni preposte. Ma neanche su questo ci sono novità, a dispetto delle promesse adombrate dal Commissario Prefettizio e dai Dirigenti comunali incaricati, ivi compresi il controllo dei cani ospitati presso la struttura in questione ad opera dei VV.UU. o di altro organo comunale –con la collaborazione dell’A.D.D.A.- e l’attivazione del bando di gara redatto nel luglio 2015 per portare a termine la conseguente procedura.

Per quanto poi riguarda l’attività di sterilizzazione dei cani e dei gatti vaganti, il 31-12-2015 è scaduto il termine stabilito dal Comune per l’adesione ad apposito avviso pubblico; l’A.D.D.A., che da anni si prende carico di far eseguire gli interventi più urgenti a pagamento mentre nel contempo vi era notizia di autorizzazione (sulla base di documentazione introvabile, inutile dirlo …) ad altro soggetto a farli eseguire dall’ASL, ha avuto cura di presentare tempestivamente il suo progetto in merito nonché tutta la documentazione richiesta dal Servizio competente. Inutile dire che anche su questo non c’è altro che silenzio.

Come se tutto ciò non bastasse, l’”attività” di abbandono di cani e di gatti sul territorio, con immediata (o quasi) sparizione degli stessi mediante prelievo diretto e indiscriminato ad opera di sedicenti animalisti, fervono come non mai, nell’indifferenza e nel disinteresse degli organi istituzionali che dovrebbero farsi carico di vigilare, nonostante l’A.D.D.A. abbia ripetutamente richiamato la loro attenzione sull’argomento.

Tanto che perfino le situazioni di gravissimi maltrattamenti in danno degli animali resterebbero tali, se i volontari dell’Associazione non si facessero carico in prima persona di affrontarle.
Associazione ADDA

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