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Postato by on 3 Apr, 2016 in Qui Castellammare | 0 Commenti

Pd, Michele Migliardi scrive a Renzi e Casillo

Pd, Michele Migliardi scrive a Renzi e Casillo

Mentre l’elettorato democratico attende la scelte del candidato a sindaco l’ultimo capogruppo del Pd a Palazzo Farnese, prima dello scioglimento del Consiglio Comunale , scrive una lettera al capogruppo regionale Mario Casillo e al segretario nazionale Matteo Renzi . “Basta” è il vocabolo  che  Migliardi utilizza per suonare la riscossa ai dem chiedendo di non perdere più tempo e guardando al Pd locale scrive : “Ne esce un’immagine del Partito che, per quanto riguarda me e i miei coetanei, appare per niente omogenea con la Storia e la cultura delle sue componenti che, pur partendo da pregresse posizioni conflittuali, vi sono confluite, con la manifesta sensibilità politica dei rispettivi esponenti, privilegiando non il loro ma l’esclusivo interesse del Paese. Questa riflessione mi porta a considerare come sia, invece, elevato il grado di insensibilità e anche di caparbietà che sta paralizzando il Partito, presentandolo agli occhi dei cittadini come un campo di lotta per la conquista del potere e dei privilegi o degli affari che ne possono derivare. Io non ci sto a questa rappresentazione perché non è così; perché i contrasti, i veti incrociati, gli annunci di scissione, accompagnati da una parte dal suono delle campane e dall’altra dal suono delle trombe, trovano la loro origine, a torto o a ragione, solo ed esclusivamente nella oltranzista difesa di trincee politiche. Se si dà spazio al ben della ragione, a quello dei sentimenti e non dei risentimenti come a quello dell’orgoglio che nasce dall’appartenenza, non è difficile capire che il solo modo per uscirne vincenti è quello di compiere un indifferibile atto di responsabilità, rimettendo le sciabole nel fodero per consentire che dal comignolo virtuale al quale guardano da ormai troppo tempo le altre Forze politiche, non solo locali, e la Città, possa uscire l’attesa fumata bianca. Sarà questo il momento della chiarezza sulla base del principio che il parlare chiaro è fatto per gli amici, come credo di poter considerare quelli ai quali, sia da vicino che da lontano, ho fatto conoscere il mio pensiero dicendo quello che ora ribadisco e cioè che per la Città e solo per la Città la strada da percorrere è una strada obbligata . Sarebbero tante le motivazioni; potrei rivendicare lo Status di maggioranza relativa che distingue il Partito Democratico all’interno dell’intero schieramento politico stabiese, grazie al suffragio popolare ricevuto e che, se non indebolito da rappresentazioni deteriori e lesive per la credibilità della classe Politica, consentirà al Centrosinistra, del quale il Partito Democratico costituisce il nucleo centrale, di ritornare, come sono convinto, a governare la Città. Potrei analizzare il concetto della pari dignità che attiene al riconoscimento dovuto, come regola democratica, a tutte le componenti di una coalizione realizzata su condivise scelte programmatiche  Potrei trattare il fenomeno delle numerose liste civiche che si preparano ad affrontare il confronto elettorale. Potrei elencare le mille ragioni che mi inducono a considerare velleitarie e non convergenti sui veri interessi della Città le ipotesi di dare a Castellammare di Stabia un Sindaco che non abbia in tasca la tessera del Partito Democratico. Dico solo che la strada obbligata è quella di creare un indispensabile cordone ombelicale con la Regione e con il Governo; così come ho sentito dire autorevolmente anche nel corso della manifestazione pubblica del 26 Marzo scorso, quando le componenti di Area Civica si sono presentati alla Città. Perché tale cordone possa essere efficiente e fruttifero non può che essere incarnato, senza spirito di supremazia, dal designato del Partito Democratico che nell’armonia operativa della coalizione che avrà scelto di sostenerlo e con l’appoggio che, a partire da me, gli verrà dal Partito Democratico creerà le condizioni perché Castellammare ritorni ad essere l’orgoglio degli stabiesi.Non c’è più tempo per gli attendisti e i temporeggiatori; per questo dico: BASTA”.

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