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Postato by on 30 Ott, 2017 in Prima Pagina | 0 Commenti

Tuo Di pronti a scioperare a Natale

Tuo Di pronti a scioperare a Natale

Tuo Di pronti a scioperare a Natale

Si preannuncia un Natale di forti agitazioni sindacali per i lavoratori della catena discount Dico Tuodì. La vertenza che tiene col fiato sospeso 4000 addetti della grande distribuzione del gruppo di Antonino Faranda che lo scorso 13 luglio ha chiesto un concordato preventivo dopo una grave crisi finanziaria, potrebbe sfociare in un clamoroso sciopero proprio nel periodo dell’anno maggiormente dedicato agli acquisti alimentari. A tal proposito, sono 4 i punti che la Filcams Cgil e la Uiltucs Uil della Campania elencano nel denunciare quelle che per loro, a dispetto degli accordi stipulati a settembre in sede ministeriale, sono delle vere e proprie mancanze da parte dell’azienda: “Prima di tutto, la cassa integrazione non si sta svolgendo secondo le regole stabilite sul tavolo della contrattazione nazionale – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – Il principio secondo il quale quest’ammortizzatore sociale doveva essere utilizzato a rotazione e in maniera meno impattante possibile per tutti, non è stato in pratica mai messo in atto. Il secondo nodo, poi – continuano i sindacati – è legato alle spettanze arretrate che vantano i lavoratori: si tratta della quattordicesima, di sei rate della tredicesima e dell’ammontare degli stipendi maturati nei primi dieci giorni dello scorso mese di luglio. Ci chiediamo perchè, nonostante gli impegni presi ufficialmente, l’azienda non chiede al Tribunale di Roma lo sblocco dei fondi necessari per ottemperare a questi obblighi? Cosa aspetta? Ci sono 4000 famiglie in attesa di vivere un pò più serenamente. Magari, anche continuando a coltivare a ragion veduta la speranza – e questo è un altro punto importantissimo della questione – che l’azienda sia in grado di presentare davvero un piano di rilancio credibile per il futuro di tutti. Il fatto che per questo documento si debba aspettare l’ultimo giorno utile, il prossimo 13 dicembre, speriamo che non sia l’ennesima imboscata di un percorso che non tutte le parti in causa, evidentemente, seguono nella stessa direzione. Prova ne è – concludono i sindacati – anche il fatto che in Parlamento, il ministro Paoletti, ex presidente della Lega Coop, ancora non ha dato risposta all’interrogazione presentata da Arturo Scotto e Luisa Bossa di Mdp per chiarire le origini di una crisi finanziaria in cui si sono trovati coinvolti migliaia di lavoratori senza averne colpa alcuna”. Su questi temi, la Filcams Cgil, la Uiltucs Uil e la Fisascat Cisl nazionali hanno fatto richiesta di un ulteriore incontro con l’azienda già dallo scorso 18 ottobre, ma sono ancora in attesa di un riscontro positivo.

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