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Postato by on 12 Nov, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Quale Pd per Castellammare 

Quale Pd per Castellammare 

Quale Pd per Castellammare? A chiederselo sono gli esponenti della Sinistra Dem autori di un documento che mette nero su bianco le considerazioni dell’ala sinistra del partito rispetto al congresso cittadino.”Giovedì scorso – si legge nel documento-si è svolta una sorta di prima assemblea del PD in vista del Congresso cittadino. Non disponendo più di una sede, siamo stati ospiti del Presidente del Consiglio comunale, Arch. Melisse.E’ stata una riunione ampia e franca, come richiesto dal Sindaco nel suo messaggio/invito. Particolare non meno importante, è stata un’assemblea autoconvocata, e per questo maggiormente sentita, perché se aspettavamo i tempi lunghi di Peppe Esposito si finiva per rinviare il confronto oltre i limiti temporali previsti dalla nuova road map congressuale decisa dai vertici napoletani del Partito (19-20 novembre).A questa assemblea siamo giunti sulla scorta di una proposta fatta propria da diverse sensibilità del Partito con l’intento costruttivo di definire un percorso verso un congresso unitario. Ma l’incontro è stato anche motivo per ritornare sul problema della sede, con l’impegno del Sindaco, del Vicesindaco, del Capogruppo e del Presidente del Consiglio di riaprire in tempi brevi una trattativa con Gagliotti per sanare il pregresso – con il contributo degli iscritti, come sottoscrizione al congresso, e dei rappresentanti istituzionali – e avviare in prospettiva la strada per un nuovo contratto di locazione. Se i tempi della trattativa possono essere davvero molto veloci, come si sostiene e si garantisce, potremmo riaprire la sede di Corso Vittorio Emanuele – unico luogo storico della politica stabiese rimasto in città – nel breve giro di una settimana.Più ardua e difficile sembra essere la strada verso un congresso unitario. Nel corso di uno degli ultimi incontri al Partito, se non proprio l’ultimo, l’area Casillo, a nome di Iovino senior, si pronunciò a favore del congresso a patto che fosse unitario. Giovedì sera ha dichiarato invece che non vi sono le basi per svolgere un congresso unitario, adducendo però motivazioni che risalgono a luglio, vale a dire a prima, molto prima, della più recente proposta. Ragion per cui si fa fatica a restare dentro un confronto coerente e lucido, a dispetto del peso politico occupato da quest’area nella storia del PD stabiese.Se questi sono i presupposti, è difficile formulare proposte che abbiano più vita di un lampo. I confini del ragionamento non possono essere continuamente spostati a piacimento in barba alle più comuni regole dello stare insieme, ma anche in difetto di una diversa credibilità politica oltre quella di imporre diktat.Viceversa, la proposta che è stata portata al tavolo dell’assemblea, ma che era stata già anticipata a Sindaco e Vicesindaco domenica 6 novembre, aveva e ancora ha l’ambizione e l’umiltà di proporre un percorso di metodo democratico e aggregativo di tutto il PD a sostegno del Sindaco. Essa fa tesoro degli errori del passato in cui non possiamo, non dobbiamo, più ricadere – come avverte lo stesso Sindaco – con una netta inversione di tendenza rispetto alla rappresentazione di sé e agli altri del Partito, di cui tutti facciamo parte e che tutti hanno contribuito a portare alla vittoria.Ci affidiamo pertanto al senso di responsabilità di tutti e invitiamo amici e compagni a guardare al lato positivo della proposta. Nessuno ha doppie intenzioni e tutti devono sentirsi protagonisti. L’unità del Partito è un valore aggiunto, ma queste sono soltanto belle chiacchiere. I fatti parlano di altri protagonisti che s’avanzano”.

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