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Postato by on 22 Lug, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Congresso rinviato, resta in piedi la candidatura di Peppe Giordano

Congresso rinviato, resta in piedi la candidatura di Peppe Giordano

Resta in campo la candidatura a segretario dei democratici stabiesi di Peppe Giordano sostenuto da Officina Democratica e Rifare l’Italia la componente che a livello nazionale fa capo al presidente dei Dem, Matteo Orfini. Nella giornata di ieri nel corso di una conferenza stampa sono state spiegate le motivazioni della scelta . Una scelta che sa di sfida e che punta ad un nuovo corso per il Pd stabiese, assente dalla città e totalmente lontano dai bisogni reali.  Solo l’altro ieri la segreteria provinciale ha imposto su indicazione del sempre assente, dalle scene cittadine,  “facilitatore”, Gennaro Migliore,  lo slittamento del congresso già convocato per questo fine settimana. Una scelta che non è piaciuta ad una parte dei democratici cittadini. I ben informati sussurrano che , in barba agli accordi, presi sui tavoli provinciali, lo slittamento del congresso sia stato voluto per consentire alle new entry e a quelli che si sentono già “padroni” della città di tentare il colpo e conquistare l’ultima casella disponibile quella del segretario cittadino. Voci che non fanno che accrescere i malumori. Da tempo, ormai, il Partito Democratico, esclusa qualche iniziativa elettorale, non si presenta alla città con un’iniziativa politica sia strettamente locale che di ampio respiro. Un partito che sul terreno dei consensi arretra ma che non si interroga .  Un Pd che trovi “spazio e futuro” è questo il senso del documento a sostegno della candidatura di Peppe Giordano “Dopo un lungo periodo di commissariamento finalmente il PD Stabiese riprende il suo percorso. Abbiamo vissuto – si legge nel Documento Congressuale di presentazione della candidatura di Giuseppe Giordano alla carica di segretario del Partito Democratico di Castellammare di Stabia- momenti di straordinaria difficoltà che hanno rischiato di disintegrare la nostra comunità e di annullare la nostra presenza in città.  Le ultime elezioni hanno segnato un nuovo inizio per tutti noi: grazie al lavoro prezioso del gruppo dirigente regionale abbiamo ritrovato le ragioni di una nuova unità che ci ha consentito di vincere le elezioni con il nostro candidato Sindaco e di affermare il PD come primo partito della città. Adesso la vera sfida è mantenere quella tensione unitaria, valorizzando tutte le energie che hanno contribuito ad una vittoria che altrimenti non ci sarebbe stata. Non possiamo rinunciare a nessuna energia, intelligenza, forza: uniti abbiamo vinto, e solo se saremo uniti potremo vincere le sfide del governo cittadino. Su questo terreno non possiamo non assumere l’esigenza di correggere alcuni errori che sono stati commessi nella formazione della giunta e che nei fatti rischiano di minare il lavoro del gruppo dirigente regionale, che al contrario noi intendiamo portare avanti e valorizzare nell’esclusivo interesse della città e della nuova Amministrazione.
Allo stesso tempo il dato elettorale deve essere letto con umiltà e senso della misura. Purtroppo le ultime elezioni, anche a Castellammare, hanno segnato la vittoria dell’astensionismo, dell’allontanamento di migliaia di cittadini dal voto democratico e quindi dalle Istituzioni; questo dato è esploso nella sua gravità nel secondo turno di ballottaggio che ha registrato la partecipazione di poco più del 35% degli aventi diritto al voto. Questa riflessione è fondamentale per interpretare correttamente la nostra vittoria, ed evitare pericolose derive trionfalistiche, atteggiamenti boriosi, e infine una perniciosa presunzione di autosufficienza. Ora più che mai abbiamo bisogno di affermare l’umiltà dell’ascolto, il coraggio di metterci in discussione e soprattutto la volontà di comprendere le ragioni di tanto disincanto per la politica. Non possiamo altresì sottovalutare la straordinaria affermazione del M5Stelle e della coalizione Civica Per Castellammare: in quegli 11.000 voti c’ è molto del nostro popolo, tante e tanti che hanno deciso di voltarci le spalle, uomini e donne che chiedono un città migliore ed un Partito Democratico all’altezza della sua missione. Questa è la sfida che abbiamo davanti: recuperare la nostra autorevolezza ed il nostro popolo. La precondizione della nostra strategia politica e culturale è collocare il partito e l’Amministrazione Comunale sempre più in prima linea nella lotta alla Camorra. Le organizzazioni criminali non hanno una bandiera politica, non fanno una scelta di campo; la camorra per sua stessa natura è necessariamente trasversale, ricerca in ogni partito gli anelli deboli, corrompe dove è possibile corrompere, investe elettoralmente dove è possibile investire, con un solo obiettivo: condizionare e piegare al raggiungimento di interessi particolari le Istituzioni democratiche. Se assumiamo questo ragionamento il vero punto di caduta della nostra riflessione deve investire il tema della costruzione del consenso, e la qualità dello stesso. Insieme vogliamo ricostruire una grande comunità di donne e di uomini da mettere al servizio della nostra città con l’orgoglio di una grande storia collettiva, con la determinazione di una classe dirigente giovane, esperta e preparata e con l’umiltà di riconoscere unitamente ai risultati positivi anche i limiti ed gli errori legati alle nostre esperienze di governo. Insieme vogliamo mettere in campo la nostra visione progettuale e programmatica, capace di assumere la pesante crisi economica, sociale e culturale che investe Castellammare per indicare una traiettoria di futuro possibile. Il Centro Antico, il Porto, la Fincantieri, la linea di costa, il mare, Corso De Gasperi, le Terme, i quartieri popolari, gli scavi archeologici,la macchina comunale, sono i capitoli che intendiamo scrivere, insieme a migliaia di cittadini, di una nuova narrazione di Castellammare necessaria per uscire dal guado di un presente pesante e per conquistare una prospettiva di sviluppo, di crescita e di rinnovata coesione sociale. Su questo terreno intendiamo affermare il ruolo e la funzione del Pd nel rapporto con la città e con L’Amministrazione Comunale. Per troppi anni il Pd e’ stato svuotato e si e’ appiattito acriticamente sulle nostre esperienze di governo, rinunciando ad essere un vero momento di raccordo tra le istanze dei cittadini e l’azione amministrativa. Una buona Amministrazione ha bisogno di un Partito che funzioni, che agisca sul territorio, che elabori progetti, che coinvolga i cittadini, che sia radicato nei luoghi del lavoro e del sapere, nei quartieri popolari: un partito che sia in grado di aggregare la parte migliore e più dinamica della nostra società per sostenere ed allo stesso tempo per pungolare la nostra esperienza di governo. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di un Nuovo Inizio, di un Nuovo atto costitutivo, di un nuovo patto con i cittadini; dobbiamo andare oltre le correnti, i personalismi, superare le ragioni del consenso a tutti i costi, dobbiamo costruire un luogo dove a un giovane che decide di avvicinarsi alle ragioni dell’impegno civile e politico non gli sia chiesto con chi stai ma cosa pensi. Quel giovane, quei giovani, che ancora non ci sono, che ancora non ci hanno trovato possono essere parte della risposta che insieme dobbiamo costruire alla domanda di futuro della nostra Castellammare, per trovare quello spazio di gioco là dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Noi vogliamo un PD che trovi quello spazio, quel futuro”

Giuseppe Giordano

(Giuseppe Giordano)

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