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Postato by on 21 Dic, 2015 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Scavi di Stabia crescono le visite

Scavi di Stabia crescono le visite

L’anno che sta per concludersi registra per gli Scavi di Stabia notevoli passi avanti anche se molto resta da fare in termini di promozione del circuito archeologico cittadino. Nel mese di novembre sono stati 3.147 i visitatori agli scavi di Stabia, oltre 500 in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tante in più rispetto al 2014 le visite di turisti noti e meno noti. Ancora fa parlare l’arrivo a sorpresa, questa primavera, della cancelliera tedesca Angela Merkel. Rispetto agli scavi di Pompei e di Ercolano, quelli di Stabiae sono di dimensioni più  piccole ma offrono la possibilità di osservare un diverso aspetto dello stile di vita degli antichi romani. Stabiae prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.c era  un luogo di  ”otium” . Qui, infatti, sorgevano ville residenziali finemente decorate e abbellite con suppellettili di inestimabile valore; non mancavano, tuttavia, ville rustiche. La nuova primavera del patrimonio archeologico stabiese ha registrato anche un aumento della popolarità del sito della collina di Varano nelle piazze virtuali . Sul Tripadvisor tanti sono i commenti. Quasi tutti restano sorpresi della bellezza dei luoghi, tantissimi lamentano l’incuria che c’è intorno e l’assenza di guide turisiche. Volontari, ragazzi delle scuole, sono gli unici che, in alcuni periodi dell’anno, mettono a disposizione  dei turisti le proprie conoscenze. ”Con la guida di un caro amico della zona, quest’estate  – scrive Sara da Salerno – visito queste due splendide ville romane, Villa San Marco e Villa Arianna, di cui con vergogna ignoravo l’esistenza!Sono u’autentica meraviglia!Assolutamente ben conservate, tesori nascosti, oasi di pace che offrono viste mozzafiato sul golfo.Consiglio fortemente la visita, gratuita tutto l’anno! Sono imperdibili”. Imperdibili per Sara ”suggestivi” , invece, è l’aggettivo che usa Irene da Catania  “Molto suggestivi e direi anche abbastanza ben tenuti, rispetto ad altri siti. Inoltre l’ingresso è gratuito”. “Semplicemente splendidi ” per Alessia di Napoli  ”Una volta visitata Pompei, – suggerisce-  vale la pena fare altri  dieci minuti di auto di arrivare a Castellammare per visitare questa meraviglia! Semplicemente splendidi! Completamente gratuiti ma allo stesso tempo meravigliosi”. Una vera politica culturale è quella che attende da sempre la città di Castellammare , orfana di attenzione ma anche di competenze , messe da parte o sacrificate sull’altare del poltronismo locale ”Visto che lo Stato  – scrive Enrico da Fermo nelle Marche- sembra non avere mezzi per far conoscere tutti i suoi tesori, tocca a noi viaggiatori creare i miti. Villa Arianna ( piu’ di Villa San Marco) a Castellammare e’ mitica. Edificio e dipinti straordinari per bellezza e stato di conservazione, posizione con vista mozzafiato del golfo”. ”Gli scavi di Stabiae  – scrive  Luca – meritano una visita. Potrete ammirare le stupende ville. Un tuffo nel passato lontano dal caos, gustandosi così il piacere di restare ad ammirare gli affreschi ed i mosaici”. Una meraviglia che andrebbe valorizzata a partire dalla segnaletica, dalla pulizia dell’area intorno, e dalla realizzazione di un servizio di navette per permettere ai turisti ma anche agli stessi stabiesi di accedere all’area senza macinare chilometri a piedi.  Attenzione  e amore per la res pubblica è ciò di cui hanno bisogno gli Scavi di Stabia e le sue ville Arianna e San Marco . Proprio Villa Arianna dallo scorso agosto ha ampliato il suo percorso di visita, dopo gli interventi di restauro,  sono stati aperti alcuni ambienti della Villa, tra cui quelli termali, finora non visitabili. I lavori, iniziati nel 2010, a cura dell’équipe di restauratori dell’Hermitage di San Pietroburgo e dai restauratori dell’Ufficio scavi di Stabia, sono consistiti in interventi di scavo archeologico, restauro e rilievo.  Per la Cenerentola dell’archeologia alle falde del Vesuvio si spera in un 2016 che trasformi il sito di Castellammare in una regina al pari di Ercolano e Pompei.

Angela Longobardi

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