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Postato by on 27 Ago, 2016 in Bar dello Sport | 0 Commenti

Sconfitta & Ottimismo

Sconfitta & Ottimismo

Sconfitta&ottimismo

di Jacopo Petruccione

Cade lo Stabia al Massimino di Catania, dove i locali si impongono per 3-1.
A nulla è bastato il vantaggio temporaneo di Lisi.

La gara parte con il tributo degli spettatori alle popolazioni colpite dal terremoto.
La partita inizia veloce con una buona Juvestabia, orfana di Capodaglio, ed un Catania che risponde con la pericolosità dei vari Calil, Biagianti e Paolucci, trovando spesso pronto Russo.
Al 19′ le vespe passano in vantaggio con Lisi: cross di Marotta e sponda di Del Sante per l’accorrente esterno che facilmente deposita in rete.
Il Catania reagisce al 25′ ma Calil calcia debole, impegnando senza patemi il portiere avversario.
La Juve Stabia gioca bene, squadra quadrata, tatticamente attenta, seppur sempre offensiva ma soffre di piccoli errori individuali.
Pian piano, gli etnei prendono possesso con più sicurezza del campo e con determinazione raggiungono il pari con Calil al 37′.
Primo tempo che finisce in parità.
Il secondo tempo comincia come la prosecuzione del primo, con un Catania che cerca di prendere il pallino del gioco e, al 54′ riusciva a passar in vantaggio con Paolucci, abile ad approfittarne di un mezzo pasticcio di Amenta, con un miracoloso, seppur invano, salvataggio di Russo.
Le vespe vanno in difficoltà, soprattutto con Liotti, in affanno per la manovra etnea.
I nervi saltano a Salvi che si fa espellere nel finale e, a tempo quasi scaduto, arriva il 3-1, abbastanza ingeneroso per le vespe, di De Cecco che chiude definitivamente il match.
Chi si auspicava tutt’altro esordio, per lo meno in termini di risultato, dalle vespe è rimasto deluso ma la partita di oggi ci ha consegnato una buona squadra competitiva ma ancora da rodare, che ha patito più di qualche distrazione dei singoli.
Una squadra che, forse in alcuni momenti della gara, perde troppo equilibrio per il gioco offensivo che vuole costruire e che, tutto sommato, non ha dispiaciuto.
Muovere critiche dopo 90′ sarebbe ridicolo, ma altrettanto credere che il campionato d’alta classifica che si vuol fare sia agevole.
C’è bisogno di pazienza e di voglia di far bene.

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