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Postato by on 17 Gen, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Stabia tra alibi e speranze

Stabia tra alibi e speranze

 

Stabia tra alibi e speranze .

Di Jacopo Petruccione

Com’è difficile giudicare l’andamento della Juve Stabia di quest’anno.

Troppi fattori a concorrere in una prima parte di stagione che rischia di chiudersi nell’anonimato per le vespe.
L’ennesimo pari in casa, sabato scorso contro il Melfi, ha rappresentato un’altra occasione persa per dar continuità alle prestazioni, in casa e fuori, delle vespe.
Ma, d’altro canto, sarebbe anche da folli limitarsi ad un giudizio freddo, senza considerare le “sventure” occorse alla truppa di patron Manniello.
Dalla gestione scellerata di Ciullo, ai numerosi infortuni.
Non a casa “Biccio” Arcidiacono, in conferenza stampa, ha mosso la provocazione di andare a “Pompei a piedi”, all’indomani della notizia della stagione finita per Ripa, costretto ad un nuovo lungo stop e ad operarsi.
Sabato sono usciti anzitempo anche Bombagi e Contessa, che si aggiungono alla lista, sempre tristemente folta quest’anno, dell’infermeria.
Sarebbe ancor più da folli, d’altronde ora, contestare l’operato di mister Zavettieri che, scongiuri facendo, allunga la striscia positiva, pur collezionando una serie esagerata di pareggi.
Sì, sarebbe da folli perché, dalle problematiche societarie di cassa al disamore crescente della città verso la squadra, questa è nata come una stagione maledetta che, in un modo o nell’altro, i gialloblù devono raddrizzare.
Le vespe hanno mostrato finora un andamento altalenante tra in casa ed in trasferta.
La Juve Stabia lontana dal Menti è una squadra da prime posizioni, mentre tra le mura amiche si comporta da retrocessione.
Ma ciò che sempre più sorprende ed a tratti preoccupa sono i continui “blackout” che ha l’undici stabiese, in alcune fasi di partita.
Momenti di presenza passiva in campo, che hanno macchiato quelle che si avviavano ad essere buone prestazioni.
Anche con il Melfi è successo di nuovo.
La Juve Stabia quest’anno dà l’impressione di non reggere con lo stesso impianto di gioco i novanta minuti.
Segno di mancanza di un’identità stabile ma, onestamente, si deve riconoscere che era troppo difficile averla, con i tanti infortuni che hanno condizionato, sempre in ogni partita, le scelte del mister.
La partenza di Migliorini, dovuta per esigenze del calciatore e di cassa per la Società stabiese, non deve creare un contraccolpo negli uomini di Zavettieri, né un malumore nella tifoseria.
C’è da preservare il futuro e da garantire il presente, con i continui e sempre presenti sforzi del patron stabiese.
Il giovane Carillo, probabilmente, sabato contro il Melfi ha rappresentato una delle poche liete note delle vespe.
Dopo il colpo Del Sante ed Izzillo, Manniello e Lo Giudice regaleranno qualche altro tassello a Zavettieri, considerando l’imminente e possibile ingaggio di un difensore bulgaro, già da giorni in prova.
Basta poco ancora per rialzarsi ma il tempo sta scadendo, se non si vuol concludere un campionato anonimo.
C’è da riaccendere l’entusiasmo e questo può avvenire solo con una serie di vittorie.
Chissà a partire dal Via del Mare, a Lecce, domenica prossima dove ci si incontrerà l’ex allenatore Braglia.
Ma serve più grinta e convinzione.

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