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Postato by on 14 Set, 2017 in Prima Pagina | 0 Commenti

Tuo Di il governo batta un colpo

Tuo Di il governo batta un colpo

DICO TUO DI’, LA CRISI DEL GRUPPO ARRIVA IN PARLAMENTO

PRESSING DEI SINDACATI SU POLETTI

 

“NESSUNO MEGLIO DELL’EX PRESIDENTE DELLE COOP PUO’ FARE CHIAREZZA PER IL RILANCIO

La crisi che attanaglia i 4000 dipendenti del gruppo Dico Tuodì arriva in Parlamento grazie ad una interrogazione a firma Luisa Bossa e Arturo Scotto, deputati di Mdp, alla quale devono una risposta scritta il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e quello del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti. “Soprattutto da quest’ultimo – sottolineano le Rsa aziendali – ci aspettiamo una risposta importante per il futuro di migliaia di famiglie che corrono il rischio di affondare, vittime di una crisi aziendale non del tutto chiara. Poletti, da presidente della Legacoop, nel 2013 – ricordano i sindacati – ha seguito da vicino il passaggio di proprietà dalle sette sorelle Coop al gruppo Tuo dei nostri discount. Può risalire e fare luce facilmente, quindi, sul contratto di compravendita che oggi è oggetto di contenzioso tra le parti e, soprattutto, a detta dell’attuale proprietà del gruppo, non essendo stato rispettato, è all’origine dell’insolvenza verso i fornitori che ha portato i negozi ad avere gli scaffali sempre più vuoti e, di conseguenza, i lavoratori senza più alcuna certezza. E’ vero che l’attuale dirigenza vanta crediti e plusvalenze dalle Coop che non sono state onorate? In occasione dell’incontro avutosi per la cassa integrazione – continuano i rappresentanti sindacali – abbiamo lamentato una scarsa chiarezza proprio su questo punto che, a detta dell’attuale proprietà, è all’origine della crisi dei discount Dico Tuodì. Nessuno vuole credere che lo stesso impegno preso per iscritto nel 2013 dall’ex braccio destro di Poletti, l’allora presidente del cda di Dico nonché presidente della Coop Estense Mario Zucchelli, di tutelare fino in fondo i lavoratori sia solo carta straccia. Oggi, 4000 famiglie non possono essere abbandonate né illuse, come abbiamo avuto già modo di sottolineare, dalla soluzione fatta ventilare di dare avvio ad un fitto di ramo d’azienda e al conseguente spacchettamento: non le garantirebbe affatto. Tutti noi – concludono le Rsa – ci attendiamo che il 19 settembre, quando è stato convocato il tavolo istituzionale, l’azienda presenti un piano di rilancio credibile, magari proprio sulla base della chiarezza che è dovuta da chi oggi è ministro del lavoro sui passaggi che hanno fatto giungere a questa situazione”.

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