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Postato by on 13 Nov, 2017 in Il Punto, Qui Castellammare | 0 Commenti

Abbiamo un sogno per gli animali abbandonati

Abbiamo un sogno per gli animali abbandonati

 

Un sogno per gli animali abbandonati.  Martin Luter King aveva un sogno quello di ”vivere liberi davvero” e il suo era un grido disperato che invitava alla riflessione come alla riflessione invita il sogno dei volontari dell’Associazione Adda che con una nota si esprimono sull’ultima scelta targata Amministrazione Pannullo  ” L’Amministrazione comunale stabiese, nella giornata di venerdì 10 novembre,  – si legge nella nota inviata dall’Adda- ha lanciato una nuova iniziativa a favore degli amici a quattro zampe, “Un volto ad un Numero – Adotta un cane dal canile”, in collaborazione con l’associazione «La voce del Branco»: grazie ad essa, sarà possibile adottare i cani attualmente ospitati nel canile comunale, “La Sfinge” di Brusciano. Bene. Bravi. Standing Ovation. Al Sindaco Antonio Pannullo, agli Assessori Francesco Balestrieri e Carla Di Maio, e ancora alla consigliera comunale Angela Duilio che sembra avere un ottimo feeling con i volontari dell’Associazione “La Voce del Branco” (nata quando? … un anno fa, suppergiù? … ma che vuoi: se è gente che sa il fatto suo, ben venga). Bene. Bravi. Standing Ovation. Noi dell’associazione A.D.D.A. operiamo a Castellammare e comuni limitrofi, in continua sinergia con le associazioni animaliste italiane serie, da quasi un trentennio, con campagne di sensibilizzazione che abbiamo inventato noi, con la gestione di un rifugio dal 1988 al 2001 che ha ospitato fino a 250 cani, con la cura e l’assistenza sul territorio di migliaia di cani e gatti in libertà (“randagi” è un termine che ormai nemmeno il legislatore usa più, anche grazie al fatto che l’A.D.D.A. stessa, sempre in sinergia con le associazioni animaliste d’Italia degne di questa definizione, ha lottato per ottenere novità legislative che oggi fanno del nostro sistema un ordinamento all’avanguardia, anche se praticamente disapplicato nella realtà). Ebbene, noi dell’A.D.D.A., che pure abbiamo tentato di farci ascoltare da tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida della città, ricevendone soltanto promesse e poi voltafaccia una volta che ci si è resi conto della serietà degli obiettivi (i quaquaraqua, si sa: non creano problemi) e dell’apoliticità dell’azione svolta (i portatori di voti, si sa: sono sacri e intoccabili), abbiamo un sogno. Che da domani, anzi da oggi, le poche famiglie che chiedono di adottare cani meticci (avete notato la moda dei cani di razza che oggi imperversa a Castellammare? …) non vogliano più esclusivamente cuccioli e cani di piccola taglia, ma accolgano anche i cani ormai adulti, se non proprio anziani, e di taglia grande che attualmente si trovano (o dovrebbero trovarsi … quien sabe?) nella struttura di Brusciano. Il cui factotum è oggetto di condanne in sede penale per maltrattamenti, detto per inciso … ma di questo abbiamo parlato tante volte ormai … ricevendo in risposta soltanto un assordante silenzio, o peggio ancora, il fumo negli occhi delle promesse mai mantenute. Abbiamo un sogno. Che da domani, anzi da oggi, chi è alla guida della città non faccia più finta di ascoltare chi, per esperienza e conoscenza delle problematiche animaliste sarebbe un interlocutore se non unico ma almeno di primaria importanza, bensì dica la verità: a noi di fare un progetto, un’attività animalista seria, non ce ne può fregare di meno, a noi importa che la gente creda a quello che vogliamo fargli credere, e chissenefrega se è una bufala, se è soltanto fumo negli occhi. Abbiamo un sogno: che l’iniziativa “Un volto ad un Numero – Adotta un cane dal canile” abbia il successo sperato, anzi il successo pubblicizzato. Abbiamo un sogno: che da domani, anzi da oggi, queste adozioni siano perfettamente tracciabili, e che non succeda più che le persone che hanno sempre curato questi animali sul territorio, con amore e sacrificio, ci facciano la domanda che ci spezza il cuore “ma che fine hanno fatto i cani liberi di Castellammare? perché scompaiono in continuazione?”; e che da domani, anzi da oggi, non siamo più costretti a dare la risposta che il cuore ce lo fa andare definitivamente in mille pezzi, “non lo sappiamo: li stiamo cercando, dicono che sono stati adottati da famiglie del Nord Italia, ma non possiamo sapere da chi perché dicono che c’è la privacy”. Abbiamo un sogno: che da subito possiamo nuovamente fare riferimento all’ASL, soggetto che ha fra gli altri proprio questo compito, da svolgere con il pubblico denaro, per le sterilizzazioni dei cani e dei gatti viventi in libertà, dato che al momento e già da alcuni anni, siamo costretti a farle effettuare a pagamento … salvo poi venire a conoscenza del fatto che con il predetto pubblico denaro vengono sottoposti a sterilizzazione gli animali di proprietà degli “amici degli amici”. E i nostri sogni li abbiamo sempre inseguiti: continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, campagne di sensibilizzazione, assistenza e cura degli animali vaganti sul territorio, lotta ai maltrattamenti e agli abbandoni, indagini a tappeto sui cani e sui gatti che vengono illecitamente prelevati sul territorio e fatti sparire nel nulla (rectius: adottati da splendide famiglie del Nord Italia …), resistenza alle minacce cui per tutti questi motivi, e anzi per inseguire i nostri sogni, veniamo sottoposti … Non abbiamo ceduto di un millimetro nemmeno quando ci hanno proposto (lo abbiamo capito già allora: o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra) di aderire ad uno schema di convenzione grazie al quale ci sarebbe stata l’ufficializzazione di quanto già avvenuto per oltre un quarto di secolo sul territorio stabiese, ovvero la sostituzione in toto alle Istituzioni inerti da parte dell’Associazione A.D.D.A., che avrebbe dovuto così farsi completamente carico delle attività di tutela sul territorio degli animali e dei loro diritti, quando poi le previsioni normative indicano come intestatari di tali attività gli Enti territoriali e locali (Regioni, Province e Comuni, in buona sostanza) e “solo” come titolari di compiti di collaborazione (anche mediante gestione delle colonie di gatti viventi in libertà e dei rifugi per cani realizzati dagli Enti suindicati) le Associazioni protezionistiche operanti sul territorio (si vedano, in particolare, gli artt. da 6 a 8 della L.R.C. n. 16/2001); anzi, avremmo dovuto far ciò senza che neppure fosse previsto un rimborso delle spese ma (questo sì!) relazionando periodicamente su quanto fatto. Chi rinuncia ai propri sogni è costretto a morire: e noi abbiamo sempre lottato per la vita”.

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