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Postato by on 26 Set, 2016 in Prima Pagina, Qui Castellammare | 0 Commenti

Vozza si faccia chiarezza

Vozza si faccia chiarezza

Il consigliere del gruppo Per Castellammare, Salvatore Vozza ha presentato richiesta di documentazione ed informazioni relativi alla delibera di Consiglio comunale n°7 del 29.07.2016 ad oggetto “variazione di assestamento generale e verifica e salvaguardia del permanere degli equilibri di bilancio esercizio 2016”.

Ecco il testo:

Castellammare di Stabia, 26 settembre 2016.

Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario

All’Avvocato municipaleDr. D. Cancelmo

Al Segretario GeneraleDr. M. Cinque

Al Sindaco

All’Assessore al Bilancio

Al Presidente del Consiglio comunale

Comune di Castellammare di Stabia

E p.c.

Al Collegio dei Revisori

Comune di Castellammare di stabia

Alla Corte dei Conti

Sezione regionale di controlloVia Ammiraglio Acton, 3580133 – Napoli

Procura regionaleVia Piedigrotta, 6380122 – Napoli

 

 

Oggetto: richiesta di documentazione ed informazioni relativi alla delibera di Consiglio comunale n°7 del 29.07.2016 ad oggetto “variazione di assestamento generale e verifica e salvaguardia del permanere degli equilibri di bilancio esercizio 2016”.

 

Il sottoscritto consigliere comunale Salvatore Vozza, con riferimento alla delibera di Consiglio comunale in oggetto,

premesso

– Che il Comune di Castellammare di Stabia è stato dichiarato in stato di dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246, primo comma, del Tuel dal Consiglio Comunale, con delibera n°54 del 10.12.2013;

 

– Che l’ipotesi di bilancio riequilibrato è stato predisposto durante la legislatura precedente a quella attuale ed approvata dal Ministero dell’Interno con il decreto n°138186 del 13.11.2014, e che pertanto la procedura è tutt’ora in corso;

 

– Che i consiglieri comunali in carica, insediatisi nel mese di luglio 2016, a tutt’oggi non hanno ricevuto alcuna informativa riguardante l’attuale stato della procedura, nonostante i consiglieri Alessandro Zingone e Salvatore Vozza abbiano presentato una dettagliata ed urgente mozione in tal senso in data 26 luglio 2016 rimasta inevasa (cfr. allegato n°1);

 

– Che tali carenze d’informazione sullo stato della procedura di dissesto non ha consentito (e non consente a tutt’oggi), ai consiglieri comunali, di verificare eventuali riflessi della stessa sugli equilibri di bilancio;

 

– Che dalla discussione sono emersi ulteriori punti oscuri in merito ai debiti fuori bilancio, al rispetto dei vincoli su determinate entrate ed ai tagli alle spese che, a parere dei sottoscritti, compromettono (o potrebbero compromettere) seriamente gli equilibri di bilancio, sui quali l’Amministrazione sembra voler stendere lo stesso velo “omertoso” utilizzato per la procedura di dissesto,

tutto quanto sopra premesso

chiedo

– All’avvocato municipale dr. D. Cancelmo

 

Il dettaglio dei debiti fuori bilancio, anche solo potenziali, che sono alla base di quanto da lui affermato nella nota inviata il 6 luglio anche al dirigente ed al capo servizio del settore economico-finanziario (cfr. allegato n°2) nella quale, in merito ai debiti fuori bilancio, così si esprime: “in via prudenziale si segnala esigenza di impinguamento pari a non meno del 50% dello stanziamento già disposto ed effettivamente erogato”.

Nella stessa nota, l’Avv. Cancelmo, in merito alle “esigenze finanziarie capitoli avvocatura”, afferma: “valutato l’andamento del contenzioso e constatata la spesa impegnata ed erogata a tutt’oggi, si segnala che per i capitoli di competenza dell’Avvocatura fino al 31.12.16 è necessario un impinguamento pari ad importo non inferiore ad Euro 300.000”.

Come si evince dal verbale della seduta del Consiglio comunale n°7 del 29.07.2016 (cfr. allegato n°3), alle specifiche richieste di chiarimento in merito formulate dai consiglieri Vozza (pag. 11) e Zingone (pag. 9), il dirigente del Settore Economico-Finanziario ha dichiarato quanto segue: “Per quanto riguarda la richiesta fatta dall’avvocato, al di là della normativa che regola la materia, l’avvocato ha fatto richiesta di rimpinguare il capitolo dei debiti fuori bilancio, ma non ha poi concretamente documentato questa richiesta, per cui l’ufficio, nella misura in cui la stessa palesava solo una previsione e non un’esigenza certa, non ne ha tenuto conto” (pag. 14) mentre il vicesindaco ed assessore al bilancio ha dichiarato: “Oggi di certo, accertato, abbiamo in bilancio 1 ,8 che sono i debiti fuori bilancio di cui abbiamo certezza assoluta in questo momento. La nota dell’avvocato Cancelmo ci dice che ci possono essere, in questo esercizio, ulteriori 300 mila euro per sentenze che potrebbero venire, non ci sono già le sentenze, tutte le sentenze sono già coperte, di conseguenza ci prepariamo ad affrontare anche quest’ulteriore emergenza qualora da qui ai prossimi

mesi queste sentenze vanno in giudicato” (pag. 16).

Ad avviso del sottoscritto consigliere, tale atteggiamento sembra del tutto in contrasto con la prudenza e il rigore da sempre sollecitati e raccomandati dalla Corte dei Conti in materia di debiti fuori bilancio.

In proposito, si rammenta altresì che i debiti fuori bilancio sono tra le motivazioni principali, se non la principale, della proposta di dichiarazione di dissesto formulata dall’Amministrazione pro-tempore (cfr. delibera di G.M. n°61 del 21.11.2013 allegata sub 4), che così si espresse in quella sede: “Considerato che con la nota prot. 737 del 26/9/2013 l’Avvocatura Municipale ha verificato l’esistenza di debiti quantificati in € 5.347.000 e si è riservata di quantificare l’ulteriore massa debitoria derivante da oltre 650 sentenze esecutive, tra cui anche vertenze di rilevante entità, come quelle relative al personale assunto ai sensi della L. 285/77 e quelle relative ai VV.UU.” (pag. 5).

Tale ricognizione, peraltro, risultò particolarmente sorprendente in quanto le attestazioni rilasciate dai dirigenti in occasione dei precedenti bilanci quasi mai avevano evidenziato potenziali debiti fuori bilancio.

Siffatta circostanza avrebbe dovuto consigliare prudenza e rigore ancora maggiori, da parte di dirigente ed assessore, i quali avrebbero dovuto tenere nella debita considerazione la richiesta dell’avvocato municipale, o perlomeno approfondirne le motivazioni, non certo cestinarla.

 

 

– Al dirigente del Settore Economico-Finanziario

 

Una nota esplicativa circa l’eventuale effetto sugli equilibri di bilancio del mancato rispetto del vincolo di destinazione ex art. 208 del D.Lgs. n.285/1992 (proventi contravvenzionali conseguenti all’accertamento di infrazioni alle norme del Codice della Strada) nell’esercizio 2015.

Tale mancato rispetto si evince dalla determina n°66 del 19.08.2016 a firma del dirigente del Corpo di Polizia Municipale (cfr. allegato n°5), è quantificabile in euro 310.540,82 e scaturisce da effettivi impegni di spesa ex art. 208 pari ad euro 146.045,60 invece che euro 456.586,42 (50% dell’ammontare dei proventi riscossi con reversali al 31/12/2015 pari ad euro 913.172,85).

In merito si precisa, peraltro, che il rispetto del vincolo di destinazione va verificato, a stretto rigore, sui proventi accertati, non su quelli riscossi (nel caso specifico euro 1.300.000,00 invece che euro 913.172,85, e quindi euro 650.000,00 invece che euro 456.586,42 come quota da vincolare ed euro 503.954,40 invece che euro 310.540,82 di mancato rispetto del vincolo), e che la Corte dei Conti ammette che la quota di entrate da vincolare ai fini di legge sia calcolata detraendo dall’importo accertato l’accantonamento disposto sul fondo svalutazione crediti solo nella misura in cui, negli esercizi successivi, il vincolo sia apposto anche sulle entrate riscosse in conto residui (cfr. nella Del. n. 204/2015/PRSP della Sezione regionale di controllo per la Toscana).

In particolare, si chiede al dirigente del Settore Economico-Finanziario di chiarire innanzitutto se, al momento della verifica degli equilibri (29.07.2016), fosse o meno a conoscenza di tale circostanza e se confermi o meno quanto dichiarato in merito in quella sede da lui stesso: “I Vigili Urbani non sono stati assolutamente toccati, tutto ciò che sta nel bilancio di previsione è stato lasciato a pareggio, tutti i fondi che hanno una destinazione prevista per legge non sono stati toccati, erano a pareggio e sono rimasti a pareggio” e dal funzionario Venditti: “L’ufficio del Comando dei Vigili adotta un provvedimento di rendicontazione sulle spese dell’anno precedente, se c’è una quota che non è stata utilizzata andrà a costituire l’avanzo vincolato, ma quello poi lo andiamo a vedere a consuntivo e verrà applicato al nuovo bilancio di previsione, in questa sede non c’è attinenza” (pag. 15), in particolare in merito all’asserita non attinenza di tale problematica con la verifica degli equilibri.

Si rammenta che dal consuntivo potrebbe emergere un disavanzo, invece che un avanzo: il dirigente si faccia suggerire dal funzionario che cosa succede in tal caso e ce ne faccia partecipi.

Si rammenta, altresì, che la Corte dei Conti include tale mancato rispetto tra le “gravi irregolarità contabili” così esprimendosi: “In particolare, la Sezione considera grave irregolarità: … l’impiego dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione del codice della strada senza rispettare il vincolo di destinazione fissato per legge in misura non inferiore al 50 per cento dei proventi stessi (art. 208 d.lgs. n. 285/92) …” (cfr. Del. n. 171/2014/INPR Sezione regionale di controllo per la Toscana, richiamata nella Del. n. 204/2015/PRSP e nella Del. n. 240/2015/PRSP della stessa Sezione), con tutto ciò che ne consegue.

 

 

– Ancora al dirigente del Settore Economico-Finanziario

 

Una lista analitica e dettagliata di tutte le variazioni in aumento e diminuzione delle entrate e delle spese proposte con la delibera di Giunta Comunale n°8 del 21.07.2016 ed approvate al buio dalla maggioranza consiliare nella seduta del 29.07.2016.

Nel corso di quella seduta sia il consigliere Vozza (pag. 11) sia i consiglieri Zingone e Murrino (pag. 10) hanno fatto nuovamente esplicita e motivata richiesta di tali informazioni, dopo averla già fatta per iscritto, ma invano, prima della seduta di Consiglio Comunale.

A tale richiesta formulata durante il Consiglio del 29.07.2016 il dirigente del Settore Economico-Finanziario ha risposto quanto segue: “nel bilancio di previsione erano previste entrate per 3 milioni di euro collegate agli oneri di urbanizzazione, c’era una certificazione del dirigente del settore urbanistica messa agli atti del bilancio di previsione che garantiva la cope1iura di questa spesa con 3 milioni di euro tramite gli oneri di urbanizzazione. In sede di verifica di conferma di questo dato questa previsione è scesa ad 1 milione 200 mila euro, cioè il dirigente del settore urbanistica, praticamente, ha rivisto la sua previsione tagliando l’entrata per 1 milione 800 mila euro. Tutte le voci che erano collegate a questo tipo di entrata sono state tagliate per 1 milione 800 mila euro, questo è il principio utilizzato. Non abbiamo scelto gli interventi da tagliare, abbiamo semplicemente rimodellato i tagli sulla previsione del bilancio” salvo poi smentirsi subito dopo dichiarando quanto segue: “Il criterio è stato puramente collegato all’attività degli uffici. Laddove gli uffici hanno proposto e consegnato provvedimenti da eseguire e quindi con l’esigenza d’impegno, non sono stati tagliati in maniera forte, nel senso che è stato tenuto conto che l’ufficio aveva presentato il provvedimento dimostrando di avere bisogno di quei soldi” (pagg. 13 e 14).

Il dirigente chiarisca , nel riscontrare la presente richiesta, qual è la risposta giusta: la numero uno o la numero due. Chiarisca, anche, quali sarebbero, secondo lui, le spese collegate agli introiti da oneri di urbanizzazione e che sarebbero state oggetto dei tagli.

 

Il consigliere comunale

Salvatore Vozza

 

 

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